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mercoledì 2 marzo 2011

il SONNO DEL GATTO

Edo!
l sonno del gatto è stato studiato con l’elettoncefalogramma. Si è osservato che il sonno durante il giorno è sempre leggero. I muscoli non sono completamente rilassati e in genere il gatto si risveglia dopo pochi minuti di sonno. Dopo un periodo di sonno leggero, i gatti entrano nella fase del sonno profondo. Durante il sonno profondo, gli occhi si muovono con brevi, rapidi movimenti e le palpebre rimangono chiuse. Questa fase del sonno è nota anche con la fase REM (Rapid Eye Movement- Movimento rapido dell’occhio).leggi tutto alla fonte http://www.gattolandia.com/portale/index.php?ind=reviews&op=entry_view&iden=25

sabato 8 gennaio 2011

GATTO SIAMESE TRADIZIONALE O THAI,PARLA E AMA PASSEGGIARE CON TE

Gatto Thai, il felino parlante che ama viaggiare

19. gennaio 2010
Gatto Thai, il felino parlante che ama viaggiare
Il Thai o Siamese Tradizionale sono due nomi diversi per definire la stessa razza di gatto. Le sue origini sono incerte ma sappiamo che già dal 1330 era apprezzato come animale da compagnia presso i reali del Siam, l’attuale Thailandia. Lo testimonia un libro trovato tra le rovine di Aythia, capitale del siam, dal [...]

GATTO MAU EGIZIANO UNA DELLE RAZZE PIU' ANTICHE

Il Mau Egiziano, il gatto sacro

12. febbraio 2010
Il Mau Egiziano, il gatto sacro
Il Mau Egiziano, conosciuto col nome inglese di Egyptian Mau, è una delle razze più antiche ad essere allevate dall’uomo. Gatto ritenuto sacro dagli antichi egizi, fu protetto, venerato e spesso rappresentato sui monumenti dell’Antico Egitto. Originariamente questi gatti vivevano lungo il Nilo ed erano considerati esseri quasi divini tanto che Ra, il dio [...]

GATTO KOHONA-SENZA PELO E CON TANTISSIME RUGHE

kohona 2Il Kohona, o gatto nudo hawaiiano, è l’unico vero tipo di felino completamente nudo. Se loSphynx o il Peterbald hanno più o meno peluria sul corpo, beh nel caso del Kohona scordatevi di poter accarezzare qualcosa che anche solo lontanamente assomigli ad una pelliccia.
Il kohona è privo totalmente di follicoli piliferi ed ha una pelle talmente nuda da sembrare cera. Il gene di questi gatti nudi non è lo stesso degli esemplari di razza Sphynx, di tipo recessivo, ma invece dominante. Da una gatta di nome Varya e dalla sua prima cucciolata si scoprì infatti che l’assenza di pelliccia non era un problema clinico ma genetico. I cuccioli manifestavano una sottile peluria che andavano perdendo entro l’anno di vita.CONTINUAhttp://www.petpassion.tv/blog/kohona-gatto-senza-pelo-8457

Conosci il carattere del tuo nuovo gattino con questi semplici test

test carattere gattiHai appena portato a casa un cucciolo di gatto. Vuoi sapere qualcosa di più sulla sua indole? Capire che tipo di carattereha?
Ecco alcuni semplicissimi test per conoscere meglio il nuovo arrivato:
1. Test di socializzazione:
Osserva il tuo gattino a distanza:
- se corre a giocare con i lacci delle tue scarpe o si strofina con il muso e con il corpo, è il suo modo per lasciarti il suo odore e rinnovare la tua familiarità. Significa che ha raggiunto una confidenza adeguata.
- se invece è nervoso e cerca di scappare quando ti avvicini a lui, non ha un’adeguata confidenza. E’ essenziale iniziare di nuovo la fase di socializzazione, giocando con lui per aumentare la vostra confidenza.CONTINUA http://www.petpassion.tv/blog/test-caratteriali-per-conoscere-meglio-il-tuo-micio-6085

mercoledì 24 novembre 2010

SINDROME DILATAZIONE GASTRICA:cos'è,accorgimenti,sintomi,rischi,che fare

PRESO QUI http://baumiao.forumcommunity.net/
La sindrome dilatazione-torsione gastrica è una patologia che colpisce prevalentemente cani di taglia medio-grande e gigante, è rara nei cani di piccola taglia ed eccezionale nei gatti.
È attualmente in corso un'indagine proposta dalla Fondazione Salute Ambiente (FSA) con la collaborazione dei medici veterinari avente lo scopo di analizzare tutti i casi di sindromi avvenute per valutare quali siano i fattori scatenanti più importanti e cercare di abbassare sempre più la mortalità che è attualmente del 15-30%.

sabato 20 novembre 2010

MR GATTO 2010 E MR GATTO DI CASA AL MAGNIFICAT SHOW 2010

image



Persiani, siberiani, certosini, british, siamesi, norvegesi delle foreste e american curl: sono i felini che si contenderanno il titolo di Mr:Gatto 2010 e Mr. Gatto di casa nell'ambito del MagnifiCat show 2010, la decima edizione della mostra di felini allestita alla Nuova Fiera di Roma tra stand, mercatino gattofilo, mostre e area adozioni.

Oltre ad una nutrita schiera di gatti muniti di pedigree, rappresentanti di circa 200 razze provenienti da tutto il mondo, sfilano anche trovatelli e gattini salvati dai cassonetti. Ai piccoli felini in cerca di adozione e' dedicata la sezione 'Qua la zampa'.

Per tutti i gattini vittime di pregiudizi, contro superstizione e falsi miti, e' stato istituito il divertente Premio gatto nero.

La mascotte di questa edizione di MagnifiCat e' Armando, un cucciolo maschio bianco e rosso, abbandonato nel fossato della Piramide a Roma. Anche Cip e Ciop, due mici inseparabili, sono trovatelli: lasciati da qualcuno in uno scatolone, i due gattini si possono adottare ora solo in coppia. E poi c'e' Matilda, salvata da un cassonetto della spazzatura. Anche questa gattina cerca un padrone che si prenda cura di lei.




www.ansa.it/web/notizie/photostory/....html?idPhoto=1http://forumdelcuore.forumfree.it/?t=52241100#lastpost

giovedì 11 marzo 2010

Cosa fare se il gatto non urina,assolutamente agire con tempestività


Il gatto che non urina

Published by anna at 13:19 under consigli
Esiste una sindrome del gatto, chiamata FUS o FLUDT, caratterizzata dalla difficoltà ad urinare normalmente. Facciamo un richiamo , purtroppo necessario ma veloce, di anatomia. L’urina è prodotta dai reni; due piccoli tubicini, gli ureteri, portano l’urina dai reni
anatomia: kidney sono i reni, bladder è la vescica. Questa illustrazione rappresenta dei calcoli vescicali
anatomia: kidney sono i reni, bladder è la vescica. Questa illustrazione rappresenta dei calcoli vescicali
alla vescica, che è una specie di “sacca di raccolta”. Quando la vescica è abbastanza distesa il gatto volontariamente la spreme e un altro piccolo tubicino, l’uretra, porta l’urina all’esterno. La FUS è quella sindrome per cui l’uretra, l’ultimo “tubicino” del sistema, per qualche motivo si ostruisce e il gatto non riesce più a svuotare normalmente la vescica. Lecause sono varie: traumi, piccoli calcoli, infezioni, contrazioni anomale dei muscoli, ma il risultato è sempre lo stesso. Il povero gatto di solito va continuamente sulla lettiera e si preme a lungo, non riuscendo a produrre che poche gocce di pipì ( e a volte neppure quelle), che il più delle volte sono rosse o rosate per la presenza di sangue (si parla genericamente di “disuria” quando il gatto ha difficoltà ad urinare). Molti proprietari che vedono indugiare il gatto nella cassetta possonoerroneamente pensare che si tratti di difficoltà nel fare le feci, soprattutto se poi la lettiera è comunque bagnata dalla poca pipì prodotta.leggi tutto

domenica 14 febbraio 2010

Tutti matti per i gatti,dal 17 febbraio a Milano



torna “Tutti matti per i gatti”. La rassegna dedicata a gatti e libri, organizzata da La Libreria Mursia di Milano, si svolgerà in occasione della Festa del Gatto del 17 febbraio. Per una settimana, dal 15 al 19 del mese, la Libreria di via Galvani, 24, ospiterà incontri, presentazioni e interventi di esperti del mondo felino.

“Impronte di gatto nella cultura e nella scienza” è il tema della sesta edizione della rassegna. Ogni sera scrittori gattofili ed esperti del mondo animale spiegheranno il rapporto tra gatti e filosofia, scienza, psicologia, letteratura noir e diritto. Petpassion.tv proietterà una selezione di filmati sui mici e coinvolgerà il pubblico e i gatti presenti nella realizzazione di nuovi divertenti video.  Per  tutta la settimana si procederà poi con la raccolta di cibo per gli ospiti del gattile diMondo Gatto. I vostri amici potranno inoltre diventare i protagonisti del calendario I Giorni dei gatti 2011, consegnando direttamente in libreria le loro foto.

La Festa del Gatto – La data del 17 febbraio è stata scelta perché il 17, in numero romano XVII, è l’anagramma di VIXI, cioè ho vissuto e i gatti sono famosi per le loro molte vite. Febbraio invece è il mese dell’Acquario, il segno degli spiriti liberi e indipendenti, proprio come i nostri amici a quattro zampe.
"Tutti matti per i gatti" è organizzata da Mursia in collaborazione con Mondo Gatto, Petpassion.tv, MilanoNera e20 e il Garante per la Tutela degli Animali del comune di Milanohttp://www.libero-news.it/news/348109/Torna__Tutti_matti_per_i_gatti_.html

venerdì 29 gennaio 2010

LEUCEMIA FELINA:cos'è,cosa fare,sintomi,vaccino,pericoli


Ultimo aggiornamento: 20 aprile 1998
Versione originale scritta da Erin Miller [ ermiller@tezcat.com ] con l'aiuto di James Golczewski, PhD; Edwin Barkdoll, futuro DVM; Cindy Tittle Moore; Jeff Parke, DVM; C.M. Newell, DVM; Barb French; Richard Kinoshita e Ann Huber. Un ringraziamento particolare a Wilf Leblanc, Dan Kozisek, Karen Kolling, Isako Honshino, Patty Winter, Harold Lemon, Jill Kronstadt e ad altri membri della mailing list di 'Cat Fancier' per il loro contributo.
Questo FAQ è stato preparato con l'obiettivo di soddisfare gli interrogativi più frequenti riguardanti una malattia virale ad azione immuno-soppressiva, la Leucemia Virale Felina [FeLV, Feline Leukemia Virus, ndt]. In un gatto affetto, il virus interferisce con il funzionamento del sistema immunitario, causando il deterioramento delle capacità difensive dell'organismo contro le infezioni, associate spesso a complicazioni anemiche e/o tumorali [linfomi, ndt].
Il FAQ è suddiviso in due sezioni:
  • PARTE  I: Leucemia felina: 22 domande per capire...
  • PARTE II: Cosa fare se il vostro gatto risulta positivo al test...
[Ndt -non presente nel FAQ originale: E' di estrema importanza chiarire prima alcuni concetti]:
  1. la presenza del virus nell'organismo è nota come viremìa. Si distinguono due fasi, rilevabili mediante test ematici:
    1. - viremìa primaria:  test ELISA - se positivo, ha individuato le proteiche del virus nel siero del sangue [v. oltre] - viremìa secondaria:  test IFA - se positivo, ha individuato le proteine del virus nei globuli bianchi [v. oltre]
  2. La positività o negatività si riferisce alla *sola presenza del virus*. Gli anticorpi prodotti come risultato della vaccinazione anti-leucemica NON vengono rilevati, e la vaccinazione stessa -non utilizzando virus vivi- non interferisce con i risultati.
  3. la presenza della malattia vera e propria è nota come leucemiaHa stadio terminale:continua...

sabato 9 gennaio 2010

Fiera del gatto a Padova:ecco il siamese nudo di origine russa


Expo internazionale del gatto di razza pregiata. Alla Fiera di Padova fino al10 gennaio
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Pubblicato da Redazione web
09-01-2010
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MAine Coon Felix Picasso, campione mondiale 2009 dagli occhi bicolori
MAine Coon Felix Picasso, campione mondiale 2009 dagli occhi bicolori
Si chiama "Zayra-Zaryanitsa" il gatto del 2010. E' un siamese nudo di origine russa, la nuova razza Peterbald presentata oggi alla Fiera di Padova nella 41^ Esposizione internazionale del gatto di razza pregiata, che terminerà dcontinua

Fiera dela gatto a Padova:Presentata la nuova razza Peterbol

(ANSA) - PADOVA, 9 GEN - Presentata la nuova razza Peterbold nella 41/a Esposizione internazionale del gatto di razza pregiata, alla Fiera di Padova.

Si tratta di un siamese nudo di origine russa: e' una femmina di un anno e mezzo, nata da genitori russi (allevamento Petrukhina). Tra le curiosita' della mostra-concorso di bellezza c'e' un raro Bengal tigrato, risultato dell'accoppiamento di un piccolo leopardo asiatico con il gatto Egyptian mau. Due i giorni della rassegna, 500 gli esemplari rari.http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/veneto/2010/01/09/visualizza_new.html_1652672121.html

mercoledì 9 settembre 2009

il gatto:corretta alimentazione e cibi da evitare


La corretta alimentazione del gatto

Il gatto deve essere alimentato in proporzione al suo peso ed allo stato

fisiologico in cui si trova (crescita, gestazione, allattamento, senescenza). Non vi

è, in pratica, differenza come esigenze alimentari fra le diverse razze di gatti.

Una differenza quantitativa andrà fatta, invece, in funzione delle condizioni di vita

del gatto (appartamento o vita libera) e delle condizioni climatiche in cui vive. Il

gattino in crescita al momento dello svezzamento ha dei fabbisogni alimentari

molto alti che calano, poi, proporzionalmente man mano che ci si avvicina al

termine della crescita. Durante la gestazione, come per la cagna, la quantità di

cibo dovrebbe essere aumentata gradualmente a partire dalla seconda

settimana, proseguendo fino al parto. Al termine della gestazione, la gatta

dovrebbe ricevere un apporto alimentare superiore del 25-50% rispetto al

mantenimento. Il gatto ha un elevato fabbisogno in proteine, in quanto non può

ricavare le sostanze nutritive di cui necessita soltanto dai vegetali e dai loro

derivati; tra l'altro reagisce a diete prive o carenti di proteine non soltanto

diminuendo i consumi alimentari ma anche opponendo spesso un totale rifiuto a

questo tipo di diete. La carenza di arginina nel gatto ha effetti immediati e

devastanti: iperammoniemia grave, vomito, spasmi muscolari e tetanici, atassia

e iperestesia che possono condurre al coma e alla morte. La carenza di taurina

può causare una degenerazione retinica e una cardiomiopatia dilatativa. Il gatto,

data la notevole secrezione di bile, tollera molto bene anche percentuali elevate

di lipidi (fino al 25-30%), che oltre a fornire energia sono indispensabili come

fonte di acidi grassi essenziali (acido linoleico, acido arachidonico ecc).

I gatti sono carnivori, questo significa che mangiano carne e hanno un bisogno

limitato di altri cibi. Quando i gatti mangiano la loro preda, mangiano sia i

muscoli che la pelle, le ossa e gli organi interni. I padroni dei gatti domestici,

devono perciò imitare questa dieta. Una buona dieta contiene dal 25 al 30% di

proteine e dal 15 al 40% di grassi. Molti gatti si cibano di cibi preparati per gatti

in commercio. Questi cibi si conservano facilmente e contengono molta acqua

che è un elemento essenziale per la dieta del gatto. E’ bene alternare cibi freschi

come carne cotta di pollo, manzo, agnello, maiale, e coniglio, oppure pesce cotto

o formaggio. Da evitare la carne cruda. I gatti non masticano a causa della

conformazione dei loro denti, hanno 30 denti, 16 collocati nella mascella e 14

nella mandibola, perciò è bene sminuzzare il cibo e servirlo in mucchietti che

possono ingoiare a pezzi. Assicurarsi che non ci siano ossa nella carne. Alcuni

gatti mangiano anche verdura e frutta. Gli errori più comuni da evitare nella

dieta del gatto sono: Non dare solo fegato, può disturbare l’intestino; non dare

solo pesce, può causare una carenza di vitamina B; non dare solo carne magra

di prima qualità, provoca carenza di calcio e vitamine; non dare ai gatti il bianco

dell’uovo crudo perché contiene avitina che neutralizza la biotina; non dare ai

gatti cibo per cani, il contenuto di proteine della carne non è abbastanza alto.

Cibi proibiti e non nella dieta del gatto





Alimenti da evitare

Dolci

La digestione degli zuccheri (lattosio e saccarosio) è molto limitata, anzi se nella dieta sono presenti in dosi eccessive possono danneggiare nel tempo la funzionalità renale.
I dolci in generale andrebbero evitati, in modo assoluto nei gatti diabetici ed in genere negli animali in sovrappeso. Il gelato, se non provoca diarrea, può essere concesso a piccole dosi.
Da recenti studi scientifici è emerso che il gatto è uno dei pochi mammiferi indifferente al dolce. Esistono cinque diversi tipi di papille gustative, ognuna specifica per un gusto particolare: salato, acido, amaro, dolce. Quest’ultima è costituita da due proteine legate fra loro. Il gatto è privo del gene deputato alla produzione di una di queste due proteine e quindi i suoi recettori del sapore dolce sono inefficaci. Ma, allora, come spiegare l’interesse dei nostri gatti nei confronti di caramelle, cioccolatini, biscotti e dolci vari? La spiegazione andrebbe ricercata nella proverbiale curiosità del gatto, stimolata dalle forme e dai colori che caratterizzano tali cibi.

Pasta di pane/crackers

L’amido del pane e della pasta non fa parte dell’alimentazione del gatto, sembra infatti che la sua ingestione in quantità eccessive faccia diminuire la digeribilità delle proteine ed in alcuni casi possa essere causa di diarrea cronica. I crackers sono da evitare anche per il loro elevato contenuto di sale.

Cipolla

Le cipolle sono assolutamente nocive per il metabolismo di cani e gatti: contengono un composto (disolfuro di n-propile) che agisce sui globuli rossi, rendendoli deboli e favorendone la rottura. I cani e i gatti non hanno gli enzimi necessari alla digestione di questo composto. Per questo motivo l’ingestione di cipolla può determinare un’anemia emolitica, che può risultare anche fatale. I danni provocati dalla cipolla sono cumulativi, quindi piccoli assaggi di volta in volta possono essere più pericolosi I sintomi che possono comparire nel giro di 1-4 giorni dall’ingestione sono vomito, diarrea, urine di colore scuro. Una cosa importante da sapere è che spesso negli omogeneizzati per bambini viene aggiunta, come aromatizzante, la polvere di cipolla che può determinare gli stessi effetti nocivi dell’alimento fresco. Per questo sarebbe da evitare nell’alimentazione del gatto l’impiego di omogeneizzati per bambini.

Aglio

Gli agliacei, tra cui la cipolla, l'aglio, lo scalogno, l’erba cipollina ed il porro, contengono del N-profil-disolfuro, una sostanza emolitica, che può causare emorragie ed anemie, già a 5 g di sostanza secca per chilo di gatto. D'altra parte, questi alimenti sono mal digeriti e producono gas, crampi addominali e coliche

Pomodori

La parte verde del pomodoro (quella con cui è attaccato alla pianta) è tossica per gli animali perché contiene solanina che può determinare significativi effetti gastrointestinali e danni a livello del sistema nervoso centrale. Anche i pomodori verdi acerbi non sono indicati per il gatto. Tuttavia la parte della della pianta usata nell’alimentazione umana, cioè il pomodoro maturo, non è tossica.

Cioccolato

Il cacao, soprattutto il cioccolato nero, contiene la teobromina (e della caffeina in quantità dieci volte inferiore), ben metabolizzata dagli esseri umani, ma non altrettanto dai gatti e dai cani. Un'intossicazione da cioccolato può provocare tremori, nausee, diarrea, spasmi muscolari, convulsioni, ma di rado la morte. L’emivita della teobromina nel gatto è lunga, oltre 15 ore. La dose tossica della teobromina è da 100 a 150 mg per chilo.

Avocado

Le foglie, il frutto e i semi della pianta di avocado contengono un principio tossico chiamato Persin. Sembra che la varietà Guatemalteca di avocado, quella presente maggiormente nei negozi, sia la più tossica. Non si conosce ancora la potenzialità tossica di prodotti che contengono avocado e per questo motivo si sconsiglia qualsiasi prodotto a base di questo alimento

Carne di maiale/affettati

Evitare la carne troppo grassa. A questo proposito è importante limitare il consumo di carne di maiale che è ricca di grassi. Vietati gli insaccati che oltre a una grande quantità di conservanti contengono anche molto sale e aromi che sono davvero dannosi per i gatti. La carne cruda va sempre evitata perchè può essere veicolo di parassitosi.

Avanzi della tavola

Pensare di somministrare una dieta, realizzata con gli avanzi di cucina è uno dei più gravi errori che si possano effettuare nell’alimentazione dei nostri animali. Gli avanzi di cucina, se utilizzati come dieta di base, possono causare squilibri alimentari e alcune patologie dell’apparato digerente nel gatto. Per esempio, i ritagli di grasso possono favorire la pancreatite.

Cibo per cani

La somministrazione al gatto di cibo per cani è un evento piuttosto frequente nelle case dove sono presenti sia cani che gatti e quindi lo scambio di ciotole risulta facile. Se ciò succede in maniera occasionale, non crea nessun problema, ma se diventa una consuetudine per i gatti ci possono essere conseguenze serie. I cibi formulati per i cani hanno una quota proteica inferiore alle necessità del gatto, non sono integrati di taurina e acidi grassi, mentre le vitamine i sali minerali sono presenti in proporzioni non ideali per una buona alimentazione del gatto.

Oliva con il nocciolo

L’oliva di per sé non è nociva, ma può essere dannoso l’elevato contenuto di sale. Il rischio maggiore tuttavia sta nella possibilità di un’ingestione accidentale del nocciolo da parte del gatto. I gatti adorano le olive perché sono salate e amano giocarci perché rotolano!

Uova crude

Sono un alimento ottimo, ricco in vitamine, proteine e sali minerali. Tuttavia, contengono nell’albume un enzima che riduce l’assorbimento di biotina, una vitamina del gruppo B. Per tale motivo, è meglio evitare il consumo dell’albume crudo. Al contrario, è ben tollerato il tuorlo d’uovo crudo mescolato a latte o carne che può essere aggiunto una volta o due la settimana nella dieta.[/color]

preso da questo bellissimo forum

http://inostriamiciaquattrozampe.forumcommunity.net/?t=30082879&st=0#lastpost

mercoledì 6 maggio 2009

gatto spaventato

martedì 28 aprile 2009

Mau egiziano o EGYPTIAN MAU

ORIGINE E STORIA:
"Mau" significa "gatto" in egiziano. Gli estimatori di questa razza lo ritengono il discendente diretto del gatto venerato dagli antichi Egizi. Altri sostengono che tutti i gatti domestici discendono direttamente o indirettamente dai primi gatti addomesticati dagli Egizi e che, pertanto, l'Egyptian Mau (Mau Egiziano) non sia l'unico a poter vantare origini così nobili. In ogni caso, gli antenati di questa razza furono protetti, venerati e rappresentati sui monumenti dell’Antico Egitto: immagini del gatto egiziano, una razza molto antica, appaiono in un rotolo di papiro e sulle pareti di un tempio del 1400 a.C. Originariamente questi gatti vivevano lungo il Nilo ed erano considerati esseri quasi divini. Ra, il dio del sole, è stato dipinto come un Mau egiziano. Certamente l’iconografia dell’antico Egitto, testimonia che il gatto fu considerato dagli egiziani sacro per millenni e questo antico culto ha sempre affascinato gli amanti dei gatti, catofili ed allevatori che non hanno resistito alla tentazione di far rivivere il piccolo dio felino! La principessa russa Natalia Trubetskoï, esiliata in Italia, nel 1953 portò dall’Egitto i primi soggetti originari del Cairo, tra cui la gatta Baba e una figlia, Lisa, che furono esposte a Roma nel 1955. Nel 1956, in occasione della sua emigrazione negli Stati Uniti, la principessa vi portò i suoi gatti e creò l’allevamento Fatima. Baba fu incoronata nel 1957! Questi esemplari, unici tra i gatti domestici, presentavano il mantello maculato tipico dei felini selvatici. Iniziando da questi soggetti venne messo a punto un programma per ricostruire una varietà simile a quella venerata tanti e tanti secoli fa. La razza si sviluppò e venne battezzata con il nome di Egiptian Mau. Questo rapido successo incoraggiò altri allevatori a praticare l’allevamento di questa razza che fu riconosciuta dalla C.F.A. e dalla T.I.C.A. che redasse uno standard nel 1988. Lo stesso anno, il Mau egiziano fu allevato anche in Europa, ma rimane ancora molto raro. La F.I.Fe. omologa la razza nel 1992. L’Orientale Spotted Tabby, creato dagli Inglesi, è spesso confuso con il nostro Mau egiziano: si tratta di una razza riconosciuta nel 1997, che deriva dall'incrocio tra il gatto randagio del Cairo e un gatto italiano, un tipo dell'Orientale a pelo corto. Invece, il mantello del Mau Egiziano presenta solo una varietà di tre colori: argento, bronzo e nero fumo ombreggiato.


CARATTERISTICHE FISICHE E GENERALI:
È la razza di gatto domestico più veloce: raggiunge i 50 km/h! Del tutto naturale anche il meraviglioso mantello maculato dell’Egyptian Mau, infatti, il Mau egiziano si riconosce per il manto curiosamente maculato, caso unico fra le razze feline pure. Le macchie sono di diversa grandezza e forma, molto contrastate rispetto al resto del pelo, solitamente più chiaro. La forma del corpo è molto simile a quella dell'Abissino. Ha un portamento elegante e aggraziato come quello dei gatti orientali, ma più muscoloso e robusto. Il Mau è un ottimo animale domestico, docile e affettuoso. È armonioso con zampe lunghe e piccoli piedi ovali. La coda, spessa alla base, è affusolata in punta. Bella la testolina cuneiforme, leggermente arrotondata con un musetto prominente, ma non appuntito. La fronte è caratterizzata da una macchia a forma di scarabeo.Le orecchie medio-grandi sono larghe alla base, leggermente appuntite e sempre all’erta. Gli occhi sono grandi, ovali, di color verde chiaro, simile all’uva spina. Il mantello, fine, setoso ma denso, deve presentare un forte contrasto tra il colore di fondo e il disegno a macchie rotonde (spot) che devono essere distribuite il più regolarmente possibile sul corpo. Ha una corporatura media: i maschi raggiungono i 4-5 kg, le gatte i 3 kg circa. Quattro sono i tipi di mantello: grigio peltro, bronzo (con macchie cioccolato), silver (con macchie nere o grigio scuro) e smoke. Rari gli esemplari rossi e grigio scuro (blu).


CARATTERE E COMPORTAMENTO:
E’ un gatto sensibile, attento ma riservato, è agile, vivace e curioso, ma non aggressivo né nervoso. Non ama l’agitazione, è timido e poco espansivo con gli estranei. Si affeziona tenacemente al suo padrone: affettuoso e amante delle coccole, sceglie un membro della famiglia come amico prediletto. I suoi occhi emanano un fascino antico e severo. Solitamente ha un bel miagolio melodioso. Si adatta alla vita in appartamento, ma accetta male la solitudine. Sportivo, cacciatore, un bel giardino può permettergli di fare esercizio: come tutti i mici, ha bisogno di spazi adeguati dove arrampicarsi e sfogare le energie!

A cura di Eliana Turrisi

http://www.animalinelmondo.com/animali/gatti/1097/mau-egiziano.html

lunedì 27 aprile 2009

collare anti pulci naturale senza rischi per i nostri animali

Collare antipulci naturaleLe pulci rappresentano un annoso problema per i nostri amici gatti. Per questo, le industrie farmaceutiche hanno commercializzato tutta una serie di prodotti, dai collari agli spray, che si sono dimostrati estremamente efficaci. Prodotti efficaci ma chimici, con tutte le preoccupazioni che l'aggettivo chimico porta con sè. Ribadendo la totale sicurezza di tali prodotti per gli animali ( ... e per l'uomo) esistono, tuttavia, delle alternative naturali. Ad esempio, immergendo un laccio in una miscela di olii essenziali di citronella, salvia ed eucalipto si ottiene un ottimo collare antipulci. Valido allo scopo anche l'olio di tea tree: prendete un piccolo pezzo di corda ed ungetelo nell'olio, arrotolatelo in un fazzoletto di stoffa e legatelo, non stretto, al collo del gatto.
La maggioranza delle sostanze naturali hanno un azione prevalentemente repellente, quindi, si



possono usare disseminandoli negli ambienti, per tenere lontane le pulci, e come coadiuvanti dei succitati collari. A tale scopo si possono piantare in giardino delle calendule, utili anche ad allontanare diversi tipi di fastidiosi insetti, oppure distribuire foglie od essenze di lavanda sotto mobili e tappeti. Se si scelgono dei mezzi naturali nella lotta agli antiparassitari è necessario tenere a mente che anche i prodotti della natura possono essere nocivi. Le bucce di arancia o di limone, bollite a lungo in acqua e poi fatte freddare, rappresentano un efficace bagno antipulci, ma va applicato solo ai cani in quanto altamente tossico per i gatti.
Quindi cure naturali si, fai da te no.


http://www.gattoamico.it/tuttigliarticoli/salute/collare_antipulci_naturale.htm

lunedì 12 gennaio 2009

il gatto orientale


Le origini del gatto orientale sono probabilmente riconducibili all'odierna Thailandia.
Furono proprio gli orientali i primi a essere importati in Gran Bretagna dalla Thailandia e fino agli inizi del secolo erano allevati ed esposti come siamesi a tutti gli effetti. Negli anni Venti il Siamese Cat Club decise che erano da considerarsi siamesi solo i soggetti con le punte colorate e gli occhi blu e che non sarebbe più stato possibile esporre i gatti tinta unita e con gli occhi verdi nè tantomeno farli accoppiare tra di loro. La razza fu del tutto ricreata nel dopoguerra. La razza venne riconosciuta nel 1976 dal CFA, nel 1977 dal GCCF e dalla FIFE.

Il tipo di questi gatti è attualmente identico a quello dei loro antenati Siamesi, eccetto che per il colore del mantello. Quindi l'Orientale Bianco presenta occhi blu, tartufo rosa senza pigmentazioni scure, il candore del mantello accentua la corporatura slanciata, le zampe sono lunghe e snelle che terminano con piccoli piedi ovali, i cuscinetti sono rosa, la coda si presenta molto lunga e affusolata, tipo di pelo: corto, fine e lucido.

Il gatto orientale non è il solito micio che passa la giornata a sonnecchiare al sole. E che compare misteriosamente quando è ora di cena. E’ vivace e giocherellone, chiacchierone (anche troppo), a volte persino prepotente. Un piccolo despota dalle forme affusolate, il compagno ideale di chi apprezza il carattere deciso e affettuosissimo. Il gatto Orientale è un gatto di media stabilità, gradisce infatti la compagnia di altri gatti o di altri animali nel suo territorio. E non ama affatto la solitudine. L'Orientale molto socievole ed intraprendente, sempre pronto a mettersi in mostra,e a seguirvi in ogni spostamento per partecipare ad ogni attività di casa. Prende attivamente l'iniziativa per le coccole e per i giochi.




http://www.gatto-web.com/index.php/Orientale.htm


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Il gatto Ocicat


Il gatto Ocicat Gatto selvaggio - selvatico - razza ocicat L’ocicat è un gatto meraviglioso ed unico: ha lo sguardo e l’aspetto di un micio selvaggio ma è in effetti una razza completamente domestica originalmente generata incrociando fra loro le seguenti razze: Siamese, Abissino ed American Shorthair. Pertanto il suo corredo genetico non contiene tracce di animali selvatici. Tuttavia, proprio dalla somiglianza con l’ Ocelot, un gatto selvaggio dall'america centrale e del sud, deriva il suo nome: Ocicat appunto. Nonostante l’aspetto, il nostro amico risulta essere un micio perfettamente adattabile alla vita domestica, può, addirittura, essere addestrato all’uso del guinzaglio e , quindi, accompagnare il suo amico umano in belle ed affettuose passeggiate. Intelligente, è spesso in grado di rispondere ai comandi vocali, caratteristica questa che, unità alla



sua naturale socievolezza, gli consente di instaurare un bellissimo e stretto rapporto con l’uomo. Il suo carattere sociale, affettuoso e giocherellone lo rende estremamente adatto a vivere in famiglia, magari insieme a bimbi ed altri animali domestici, mentre soffrirebbe con persone che per necessità dovessero lasciarlo per lunghi periodi.
L’ocicat, nato da un cocktail di razze, è un bel gattone, in cui forza e potenza, tipiche del gatto selvatico, ben si coniugano con il carattere docile e affettuoso che contraddistinguono i gatti domestici ed in modo particolare il gatto siamese, da cui ha, in parte, origine. Il nostro amico è quindi la realizzazione della Frase Fernard Mery “ Dio ha creato il gatto per dare all’uomo il piacere di accarezzare una tigre”. E’ probabilmente questo il segreto della sua crescente popolarità: la capacità di soddisfare il desiderio innato nell’uomo di avere un animale in cui coesistono l’aspetto selvaggio ed il carattere domestico. E pensare che questo non era l’obiettivo del primo allevatore di Ocicat, la signora Virginia Daly.
Tutto ebbe inizio nel 1964 e fu il risultato inaspettato di un tentativo da parte dell’ allevatrice americana di ottenere un gatto siamese con le estremità colorate dal tipico ticking dell’ abissino. Per questo incrociò fra loro gatti siamesi e gatti abissini. I mici ottenuti dalla prima generazione furono una serie di siamesi con diverse colorazioni ma senza quella che voleva la Daly. La selezionatrice statunitense non si diede per vinta e prosegui negli incroci. Nella seconda generazione di cuccioli spiccò per originalità un ricetto maculato, che l’allevatrice chiamò “ Tonga ” ma la sua somiglianza con il gatto selvatico “ Ocelot” lo fece ribattezzare dalla figlia della Daly “Ocicat”. Così, in quel freddo giorno del 1964, a Berkley nel Michigan, nacque una razza completamente nuova ed unica di gatto. Tuttavia, la storia dell’ocicat sarebbe nata e finita con “ Tonga” se non fosse intervenuto il Dott. Cleyde Keeler, rinomato genista dalla “ Georgia University “, che, attraverso un articolo apparso sul giornale di Detroit, espresse la speranza di poter rivedere in un gatto domestico le sembianze dell’ormai estinto gatto selvatico egiziano. La Daly scrisse a Keeler per segnalargli che un gatto da lei ottenuto attraverso un incrocio poteva soddisfare le speranze da lui espresse sul giornale di Detroit. L’interesse dello studioso scientifico accese i riflettori della comunità gattofila su “ Tonga “, che nel frattempo era stato castrato e venduto come gatto domestico, così che molti allevatori, compresa la stessa Daly, si adoperarono per riprodurre la nuova razza di “Ocicat” partendo dalla base degli incroci effettuati dalla Daly stessa, sviluppando in questo modo altre linee di Ocicat con una vasta base genetica. All’originario incrocio fra Siamese ed Abissino venne successivamente aggiunto lo Shorthair Americano con lo scopo da un lato d’ introdurre il color argento sul manto e dall’altro di aumentarne la taglia. L’ Ocicat, grazie a quest’ultimo innesto, divenne così più forte, con un’ eccellente muscolatura, e più grande fisicamente. Tale cambiamento fu anche utile a superare le successive difficoltà che si ebbero nel ricreare la razza dopo la nascita di “Tonga”.
L’ocicat, infatti, venne riconosciuto per la registrazione fin dal 1966, grazie proprio a “Tonga”, ma si dovettero attendere ben ventenni per la sua definitiva iscrizione, che avvenne nel 1987. Da allora la popolarità del nostro amico andò via via crescendo ed oggi sono molte le esposizioni dove è possibile ammirare degli splendidi esemplari di questa nuova e particolare razza.

1024X768 800X600 Nonostante la sua bellezza selvaggia l' Ocicat è un gatto adorabilmente addomesticabile.HOMEInvia questa pagina a un amico Stampa l'articolo!

http://www.gattoamico.it/tuttigliarticoli/razze/ocicat.htm

mercoledì 7 gennaio 2009

Il gatto d'angora


Fin dal XV secolo il gatto Ankara o Angora viveva nei pressi di Angora, ora chiamata Ankara. E'la capitale della Turchia e da là velocemente si diffuse in Francia e in Inghilterra.

All'inizio del XX secolo gli incroci eccessivi con i Persiani avevano quasi estinto la razza, ma un programma di allevamento nello zoo di Ankara durante gli anni '60 l'ha salvata. La razza preservata è ora chiamata Angora turca. Negli Usa un programma simile di salvezza ha creato una nuova razza, comunemente chiamata Angora.

I gatti Angora posseggono mantelli bianchi, lavanda, cannella o nocciola. Gli Angora turchi tradizionalmente sono bianchi ma esistono anche varietà a tinta unita, marmorizzati, fumo, calico o bicolori e con macchie tartarugate.

Contrariamente a ciò che molti pensano, mantenere in ordine il pelo bianco di un gatto angora richiede pochissime cure. La mancanza di sottopelo rende la sua tolettatura semplicissima (è proprio là infatti che di solito si formano i nodi): bastarà spazzolarlo 1-2 volte alla settimana.
E' sempre bene abituarlo al bagno e soprattutto al phon; queste pratiche vengono ben tollerate dal gatto se effettuate con regolarità e solo se i felini vi vengono abituati fin da piccoli.



In passato è stato ritenuto un gatto dal temperamento un po' troppo vivace, poco docile e difficilmente manipolabile. Questo caratteraccio era probabilmente dovuto al fatto che i primi accoppiamenti, che avevano lo scopo di salvare la razza dall'estinzione erano stati fatti in consanguineità. Oggi si può dire che questo problema è stato superato; i soggetti allevati sono docili e mansueti. Infatti questi gatti sono apprezzati per la loro dolcezza e docilità, sono sempre allegri, coccoloni e si affezionano tantissimo ai padroni. Apprezza molto la compagnia e ama conoscere nuove persone.



http://www.gatto-web.com/index.php/Angora.htm]



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lunedì 15 dicembre 2008

MALATTIE DEI GATTI

Il gatto è un animale che 'sa vivere': è morigerato nell'alimentazione, dorme per un numero di ore considerevole, cura la pulizia del proprio corpo, ricerca luoghi tranquilli e salubri, non ama gli affollamenti e preferisce non avere troppi contatti con i propri simili. Ai fini della prevenzione delle malattie tutte queste abitudini sono ovvia mente positive, ma ciò nonostante anche i gatti si ammalano. Le malattie più frequenti possono essere suddivise in tre grossi raggruppamenti, basati sul cosiddetto agente eziologico e cioè sul tipo di responsabile: virus; batterio o parassita. I virus sono talmente piccoli da non poter essere visti con i comuni microscopi, danno origine a malattie virali caratterizzate da elevata contagiosità andamento rapido, difficoltà di cura con i mezzi oggi disponibili. I batteri sono visibili al microscopio, sono responsabili di malattie talora contagiose che possono però essere controllate con l'impiego di antibiotici e sulfamidici. I parassiti sono spesso visibili anche a occhio nudo, alcuni possono passare direttamente da gatto a gatto, altri richiedono un cosiddetto 'ospite intermedio e cioè un altro animale su cui compiere parte del proprio ciclo vitale; danno luogo a malattie a decorso lungo, poco diffusive.



MALATTIE VIRALI



Panleucopenia infettiva o gastroenterite infettiva

È caratterizzata da virulenza esplosiva e da alta mortalità Le vie di infezione possono essere molteplici .L'incubazione della malattia oscilla tra i 2 e i lO giorni. L'alta mortalità è frequente nei soggetti al di sotto dei sei mesi, minore negli adulti. Ad una fase febbrile, 39,5-40° fa riscontro un abbassa mento della medesima sino a valori molto bassi, 36-35°Dopo un esordio accompagnato da vomito e diarrea l'animale rimane accasciato e abbandonato sullo sterno in atteggiamento di assoluta prostrazione e inerzia .È opportuno rammentare ai proprietari degli animali che riescono a superare la malattia di non alimentare troppo precocemente il gattino per non farlo ricadere in una affezione gastroenterica più grave. Il veterinario di fiducia saprà suggerire le terapie più opportune. Per fortuna si dispone attualmente di un vaccino specifico che, se praticato all'animale quando non ha ancora contratto la malattia, conferisce una protezione efficace

Rinotracheite infettiva

Colpisce i giovani gatti, ha un'incubazione di 2-4 giorni, decorso variabile sino a 30 giorni o più I segni clinici sono rappresentati da un aumento della temperatura, a 39-40° che ha un andamento fluttuante; si hanno starnuti frequenti, muco nasale e oculare talvolta purulento. L'inappetenza e lo stato di prostrazione si prolungano parecchi giorni. Talvolta compare sulla punta della lingua una glossite ulcerosa. Si possono avere gravi complicanze broncopolmonari e morte, anche se con minore frequenza di quanto accade per la panleucopenia. Spesso nell'animale guarito rimane una rinite cronica che dura tutta la vita. È possibile una vaccinazione preventiva.

La rabbia

È una malattia infettiva e contagiosa anche per l'uomo. La trasmissione avviene tramite il morso o la saliva infetta. Il gatto è difficilmente contagiato. È disponibile un vaccino specifico.




MALATTIE BATTERICHE



Tubercolosi

Abbastanza rara nel gatto, che si contagia dall'uomo o, più frequentemente, mangiando polmoni e cuore di bovini infetti. Anche la via aerogena può essere fonte di infezione tramite starnuti che trasportano con minute gocce il germe dall'animale ammalato a quello sano. La malattia, che in genere colpisce gli animali più deboli e denutriti, può localizzarsi all'apparato respiratorio oppure digerente, essere acuta o cronica. Richiede un attento e accurato esame da parte del veterinario, che avvalendosi dei mezzi diagnostici collaterali, radiografie, esami dei secreti, può convalidare il sospetto diagnostico. È necessario infatti esaminare accuratamente ogni elemento a disposizione poiché purtroppo in caso di diagnosi positiva l'animale deve essere abbattuto, per evitare pericolo di contagio all'uomo.



Affezioni parassitarie

I parassiti sono ospiti indesiderati e dannosi che vivono a spese dell'organismo e provocano spesso gravi alterazioni generali e locali. La loro azione può essere tossica per immissione in circolo di sostanze nocive, spogliatrice per sottrazione di sostanze utili all'organismo e meccanica con lesioni locali. I sintomi più frequentemente rilevabili sono: vomito, diarrea, dimagrimento dell'animale, talora fenomeni nervosi con seguenti al riassorbimento di sostanze tossiche. Fortunatamente le parassitosi, pur essendo molto diffuse, offrono buone possibilità terapeutiche e possono essere agevolmente controllate se diagnosticate precocemente. Gli innumerevoli tipi di parassiti che infestano gli animali si suddividono in due grandi categorie: vermi tondi e vermi piatti. Tra i tondi ricordiamo gli ascaridi, parassiti con corpo lungo, liscio, allungato, con le e estremità appuntite. Essi depongono le uova nell'intestino dell'animale che le esita all'esterno con le feci. Le uova, molto resistenti, permangono a lungo nell'ambiente esterno. Le uova possono penetrare per via digerente nell'intestino del gatto che si è cibato di alimenti provenienti da terreni infestati o si è leccato le parti che sono venute a contatto con l'ambiente infetto.

Scabbia o rogna

È dovuta a un parassita che si localizza nello spessore della cute e provoca un intenso prurito. Il pelo sbiadisce e si dirada, sulla pelle si notano dapprima piccole aree infiammate, poi croste diffuse. Il gatto, grattandosi, può provocarsi delle ferite. Se la parassitosi è trascurata si diffonde su tutto i1 corpo provocando deperimento dell'animale. La terapia consiste in un'accurata detersione delle croste con soluzioni antisettiche, seguite da applicazioni di apposite sostanze antiparassitarie. È opportuno ricorrere a rigorose norme igieniche sia nei confronti del gatto (ricambio continuo del materiale su cui dorme, disinfezione di cestini da viaggio, vassoi, pettini ecc.) sia delle persone (impedire ai bambini di toccarlo, non lasciarlo salire su divani, letti o poltrone, lavarsi le mani dopo averlo toccato). La scabbia può trasmettersi all'uomo e, pur provocando lesioni limitate, deve essere adeguatamente prevenuta.

Micosi

In Italia le più comuni sono le forme cutanee o dermatomicosi. Parecchie specie di funghi patogeni ne sono responsabili. Le lesioni sono rappresentate da perdita di pelo, per lo più a chiazze, cute infiammata e scagliosa. L 'animale spesso cerca di grattare la parte colpita. Le micosi possono trasmettersi all'uomo; nel manipolare gli animali colpiti vanno adottate scrupolose norme igieniche. La diagnosi di queste forme morbose si avvale di indagini di laboratorio accurate. La terapia sia locale sia generale permette di ottenere buoni risultati; naturalmente è necessario evitare di avere eccessiva confidenza con gli animali anche durante il periodo di trattamento.

Le tenie

Le tenie del gatto sono di vario tipo: la Taenia taeniaeformis, il Diphilidium caninum, la Taenia pisiformis, la Taenia idatigena. Tutte necessitano di un ospite intermedio sul quale compiono alcune fasi della loro maturazione: i più comuni sono le pulci e i roditori. In presenza di tenie il gatto può accusare disturbi di vario genere, dolori viscerali, anoressia, diarrea, perdita di pelo. Con l'osservazione delle feci si evidenziano talvolta proglottidi di tenie che si muovono all'esterno di esse. La segnalazione da parte del proprietario al
veterinario del fenomeno è sufficiente a chiarire il problema diagnostico.

Otite parassitaria

È provocata da un acaro che si localizza nell'orecchio. Contrariamente alla scabbia non è trasmissibile all'uomo. I sintomi sono rappresentati da prurito e comparsa di cerume nerastro o croste all'interno del padiglione auricolare. Talora si possono notare lesioni alla parte posteriore esterna dell'orecchio; esse sono dovute al continuo grattamento attuato con le zampe posteriori. La terapia consiste dapprima nell'asportazione del cerume, successivamente nell'applicazione di sostanze acaricide. La pulizia preliminare è basilare per la riuscita del trattamento: si introduce olio di oliva tiepido, si massaggia leggermente l'orecchio e si asciuga l'olio fuoruscito con un batuffolo di cotone o con un bastoncino dalle punte ricoperte di cotone. Si ripete l'operazione prima di ogni applicazione del medicamento.

eb