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domenica 20 febbraio 2011

DILATAZIONE TORSIONE GASTRICA DEL CANE-COME PREVENIRLA

pastore_tedescoMolto spesso si dice che la prevenzione sia una delle terapie migliori per affrontare una patologia.
Non c'è verità più grande. Esistono sindromi che con qualche piccolo accorgimento possono essere evitate o estremamente limitate. Avete un cane di media o grossa taglia? Ecco un paio di consigli per ridurre al massimo il rischio di "Dilatazione-torsione gastrica".
Innanzitutto di cosa si sta parlando: lo stomaco, situato immediatamente sotto le costole e nel lato sinistro dell'addome, non ha nessun mezzo di fissità all'interno della pancia e può accadere che tenda a gonfiarsi e girarsi su se stesso specialmente dopo mangiatoCONTINUA ALLA FONTE 
http://www.donnesulweb.it/l-esperto-risponde-animali-domestici/il-veterinario-dilatazione-e-torsione-gastrica-del-cane.html

venerdì 11 febbraio 2011

PICCOLO BRAMANTINO

Cenni storici ed origini della razza: ha le medesime origini del “Griffoncino Belga”. Discendono entrambe da un Griffone di tipo “Barbet”, in tempi passati piuttosto diffuso sia in Olanda che in Belgio e nord della Francia.

lunedì 15 novembre 2010

SINDROME DI ARNOLD CHIARI,ESPERIENZE E CONSIGLI

DAL FORUM INSEPARABILE.COM UN'INTERESSANTE RACCONTO PER AIUTARE CHI HA UN CANE AFFETTO DALLA SINDROME DI ARNOLD CHIARI
Oscar è un dolcissimo Cavalier King Charles Spaniel tricolore….acquistato ahimè in un negozio!
E’ un cane estremamente sensibile e dotato di molta intelligenza ed è stato sempre attivo, dinamico e affettuosissimo!
Ha passato i primi due anni di vita come un cane normale, correva felice nei prati, andava a passeggio, giocava con gli altri cani…insomma un cane a tutti gli effetti con una vita da CANE! Dopo il 2 anno di età ha però cominciato a zoppicare…specialmente con la zampa sinistra anteriore e dopo pochi mesi le zampe dietro scivolavano su quasi ogni superficie.
Abbiamo fatto le lastre per vedere se si trattasse di displasia ma abbiamo riscontrato pareri non proprio concordi tra due vet. 
Uno sosteneva che fosse displasico, l’altro che avesse un problema neurologico.
Abbiamo deciso di percorrere la strada della neurologia perché il nostro Vet di fiducia ci ha fornito un dubbio: è la zampa anteriore cosa c’entra con la displasia?
Il Dott. Baroni di Montecatini è il miglior neurologo in circolazione e dopo un’accurata visita ha dato l’infausta diagnosi: la Sindrome di Arnold Chiari di Tipo I
La Sindrome di Arnold Chiari è un insieme di segni e sintomi associato a una rara malformazione della fossa cranica posteriore che normalmente contiene il tronco encefalico e il cervelletto. Se questa è poco sviluppata, le strutture encefaliche erniano (cioè escono dalla loro sede naturale) attraverso il forame magno (apertura alla base del cranio) ed entrano nel canale spinale. La malformazione di Arnold-Chiari può essere associata ad altre condizioni patologiche, quali il mielo-meningocele, la siringomielia, la spina bifida e l’idrocefalo. Si distinguono due tipi principali di malformazione di Arnold-Chiari, con diversa eziologia, età di comparsa e gravità: il tipo I ed il tipo II; esistono anche il tipo III e IV, ma sono molto gravi e per lo più incompatibili con il proseguimento della vita. La malformazione può essere asintomatica e può essere scoperta casualmente in corso di esami radiologici per altri motivi. La sindrome di Arnold-Chiari è caratterizzata da segni e sintomi neurologici correlati e conseguenti alla sofferenza cerebellare (sindrome cerebellare), quali atassia, vertigini e nistagmo, all'alterazione della circolazione del liquor cefalo-rachidiano con aumento della pressione endocranica, quali la cefalea e la rigidità nucale, a fenomeni di compressione sulle strutture del tronco cerebrale e sui centri neurovegetativi, quali apnee notturne e aritmie cardiache, all'interessamento di nervi cranici, quali disfagia, disfonia, paresi della muscolatura estrinseca oculare, ipoacusia, a fenomeni di compressione sul midollo spinale, quali senso di debolezza muscolare (paresi), anestesia, disturbi del tono muscolare (spasticità), perdita della motilità fine, disfunzioni sfinteriche. Nella maggior parte dei casi la malattia si manifesta in modo lento e progressivo. Nel 10% dei pazienti la sindrome compare improvvisamente. Il sintomo più comune è la cefalea suboccipitale che tende ad aumentare con l’esercizio fisico, con la tosse e con le variazioni di postura. Sono riferiti anche disturbi visivi, senso di pressione retroorbitaria, offuscamento della visuale, fotofobia, diplopia; oppure neuro-otologici, vertigini, alterazioni dell’equilibrio, tinnito, ipoacusia. * (Fonte Wikipedia)
Specifico che non è stato possibile fare una risonanza magnetica per verificare la situazione perché Oscar, essendo leggermente cardiopatico, avrebbe potuto riscontrare seri problemi con l’anestesia totale ma i sintomi che presentava confluivano proprio verso la diagnosi.
In più l’unico modo suggerito da Baroni per guarire (forse) è stata l’operazione, una difficile operazione che sarebbe ovviamente dovuta essere accompagnata da un’altra anestesia totale per ridurre l’ernia/e.
Oscar ha passato altro tempo peggiorando di giorno in giorno…..sempre di più…. diventando impedito nei movimenti, nell’equilibrio, perdendo parzialmente il controllo degli sfinteri….insomma….un vero disastro.
Ci eravamo rassegnati! E avevamo deciso che quando Oscar non si sarebbe potuto più muovere e quindi condurre una vita dignitosa lo avremmo soppresso.
Un giorno mangiando è quasi morto soffocato….e solo grazie al mio tempestivo intervento all’ultimo momento sono riuscita a liberargli la gola dal cibo.
Quel giorno, è però stato nella sfortuna, il giorno più fortunato! Siamo corsi alla clinica Veterinaria e, ci siamo ritrovati con sorpresa, il nostro Vet di fiducia che era stato via per molto tempo a causa di gravi problemi famigliari!
Ha visitato Oscar e mentre sentiva i polmoni, il cuore etc…. abbiamo parlato della Sindrome di Arnold Chiari…e di tutto ciò che ruota intorno.
Lui, dopo averci ascoltato attentamente, ci ha proposto un’alternativa che non è ancora riconosciuta dalla medicina ma credetemi che non credo ancora ai miei occhi su cosa ci ha regalato!
Praticando da più di 20 anni l’agopuntura ci ha proposto, seppur anche lui non sapesse al 100% cosa sarebbe successo, una seduta a settimana per due mesi. 
Non avrebbe certamente guarito Oscar, questo è impossibile, ma gli avrebbe dato probabilmente la possibilità di attenuare tutti i sintomi.
Dopo 2 mesi di agopuntura per il mio cane è finalmente arrivata la “luce”…..ad ogni seduta migliorava sempre un pochino di più.
Da Marzo 2010 ed Aprile 2010 ha fatto 10 sedute e ora che mi crediate o no, cammina, sale le scale, scodinzola e abbaia mentre prima era sempre triste e molto dolorante; ora gioca di nuovo, saltella, corricchia….ed è un nuovo cane: certo, non sarà mai un cane al 100% ma è ad un buon 85%!
Ora ogni mese fa una seduta di richiamo: quando va dal Vet…..non vede l’ora di entrare!!! E’ dolcissimo!!!
E durante la seduta poi ha un’espressione beata…..e alle volte si addormenta.
Il mio Vet mi ha detto che è uno dei primi casi, se non il primo ad essere “curato” con l’agopuntura: Oscar ha risposto molto bene a questa alternativa e non credo che un cane possa “convincersi” che il trattamento che riceve sia benefico quindi, non so dirvi come, funziona! O almeno, con lui, sta funzionando.
Per concludere, ho voluto lasciare questa testimonianza, per chi si trova nella mia situazione e per dare una speranza in più a coloro che devono affrontare questa tremenda malattia del proprio cane.
Provate con l’agopuntura, non siate scettici! Anche io all’inizio lo ero…ma poi…vedere pulsare il collo di Oscar….vedere quell’energia che passa….e vedere i miglioramenti….mi ha fatto decisamente cambiare idea.
Tentar non nuoce!http://www.inseparabileforum.com/forum/topic_TOPIC_ID_45483.htm

sabato 23 ottobre 2010

Perchè i cani mordono,che fare,come evitarlo

http://www.lastampa.it/lazampa/girata.asp?ID_blog=164&ID_articolo=1862&ID_sezione=339&sezione=News

CESARE PIERBATTISTI
Molti anni fa, regalai alla mia futura moglie un cucciolo di fox terrier che visse con noi per una quindicina di anni. Era un piccolo cane, per fortuna, poiché in quei dieci chili di muscoli si celava un incredibile concentrato di cattiveria ed aggressività pronta a scatenarsi contro qualsiasi altro cane, grande o piccolo. Non vi dico quante povere bestie dovetti ricucire per colpa sua e trovavo sempre l’immancabile sapientino da giardinetto che pontificava «è colpa sua, è perché non lo lascia libero !».

Purtroppo i cani mordono, talvolta con gravissime conseguenze, e dopo ogni triste evento dobbiamo sopportare le sentenze scolpite nei dei due classici «stupidari»: quello dei difensori ad oltranza e quello dei nemici per definizione. I primi si qualificano con frasi del tipo: «I cani sono tutti buoni, sono gli uomini che li fanno diventare cattivi», i nemici incondizionati della specie canina invece affermano che: «Tutti i cani sono pericolosi ed imprevedibili», « I cani trasmettono gravi malattie».

Non mi pare necessario commentare. Il cane è in un predatore ed è naturale che conservi una percentuale variabile della sua aggressività, il proprietario deve saper valutare gli atteggiamenti ed i segnali del proprio cane. Spesso il veterinario, già nel cucciolo, vede una tendenza alla dominanza ed alla aggressività e spesso non viene ascoltato perché l’amore per il nostro amico a quattro zampe ci rende ciechi. Se il vostro cane ha un brutto carattere parlatene con il veterinario oggi è possibile avvalersi del supporto di professionisti che si occupano del comportamento del cane e potranno aiutarvi.

Da ricordare
Se un cane morde scattano le norme del Regolamento di polizia veterinaria che comportano dieci giorni di detenzione in canile o agli arresti domiciliari.

Un incidente evitabile
Mentre stavo camminando verso il mio studio leggendo il giornale ho sentito qualcosa di morbido sotto la scarpa. Il cane non aveva colpa, ma non vi dico cosa avrei fatto al suo proprietario.

Presidente dell’Ordine dei veterinari di Torino

domenica 13 giugno 2010

Da la chiacchiera.it:proposte per chi trascorre le vacanze col cane


Vacanza con il cane, affitti appartamenti e ville in Italia e in Europa Finalmente le tanto attese vacanze si stanno avvicinando e’ tempo di relax e riposo ma in compagnia del nostro fedele amico. Non lasciamolo a casa da amici o in pensione portiamolo in vacanza con noi,oggi molte strutture accettano animali domestici e Novasol ha tantissime proposte per tutti quelli che amano trascorrere le vacanze con il loro amico a quattro zampe. Case e appartamenti in affitto al mare e in montagna in Italia e in Europa dove anche il nostro cane e’ benvenuto.
Infatti per molte persone, ed anche per Novasol, l’amico a quattro zampe è un compagno non solo nella vita di tutti i giorni ma anche in vacanza. Proprio per questo ci propone case e appartamenti in grado di accogliere i vostri animali domestici.
Le vacanze per i nostri amici animali con Novasol sono gratuite e non ci sono costi aggiuntivi di pulizia! Per questo motivo ci propone un’ampia scelta di case, ville e appartamenti in cui viene ammesso il nostro cane o il nostro animale da compagnia in tutta Italia e Europa.
21 è il numero di destinazioni che Novasol propone, tra le quali Italia, Francia, Spagna, Grecia e Spagna nel Mediterraneo; Germania, Repubblica Ceca, Austria nel centro Europa; Danimarca, Svezia, Norvegia nei paesi Scandinavi e molte altre che potrete scoprire attraverso il sito Novasol.
Novasol ha ideato un intero programma per far sì che i nostri animali possano venire con noi in vacanza. Il 50% delle case e gli appartamenti sono adatti ad animali domestici e sono contrassegnati da due simboli che determinano caratteristiche diverse della casa come ad esempio uno di questi contraddistingue le proprietà con almeno 1000m2, ecc


http://www.lachiacchiera.it/vacanza-con-il-cane-affitti-vacanze-in-italia-e-in-europa-10777/#ixzz0qkmbSGQI

lunedì 3 maggio 2010

Cani da salvataggio:esami annuali per il rinnovo del brevetto a Trieste

Pet news - cani da salvataggio rinnovo brevettoSabato 1° maggio e domenica 2 maggio a Trieste si svolgeranno gli esami annuali per il rinnovo del brevetto di salvataggio. Per le unità cinofile di salvataggio sarà un'occasione importantissima per migliorare la preparazione. Tutti i volontari della protezione civile si cimenteranno nelle prove di conseguimento e rinnovo del brevetto di salvataggio. Dovranno percorrere più di un chilometro a nuoto, simulare varie prove di soccorso e rianimazione in acqua, dimostrare elevatissimo allenamento e resistenza. La Scuola Italiana Cani Salvataggio è una realtà unica nel suo genere. L'efficienza raggiunta in vent'anni di esperienza è tale che le unità cinofile, cioè le coppie formate dal conduttore e il proprio cane, sono tenute in altissima considerazione dai vari 'professionisti' del soccorso come l'Aeronautica Militare, la Guardia Costiera e i Vigili del Fuocohttp://www.cani.com/pet-news/pet-news-cani-da-salvataggio-rinnovo-brevetto.asp

domenica 2 maggio 2010

In vacanza col cane:in nave,in treno e in aereo,norme,tariffe e eccezioni per i cani dei non vedenti

Grazie alla tolleranza delle nostre compagnie di navigazione, generalmente non è un problema portare i nostri cani a bordo di navi o traghetti destinati a brevi traversate: basta avere a portata di mano il certificato di buona salute.
Su alcune imbarcazioni esistono apposite gabbie o "canili di bordo", dove è obbligatorio rinchiudere il nostro cane se questo è di grossa taglia, mentre se è di piccola taglia può passeggiare tranquillamente sul ponte, tenuto al guinzaglio e dormire in cabina (prenotata per intero).
Alcune compagnie richiedono anche l'uso della museruola.
Per raggiungere la Corsica o la Sardegna il costo di trasporto è di circa 12.000, mentre, in genere, per l'Elba il trasporto è gratuito.


In Italia è consentito il trasporto in treno di cani purché si seguano una serie di semplici regole legate anche al tipo di treno utilizzato per lo spostamento.
Per gli animali di piccole dimensioni , in via generale, il trasporto è gratuito se custoditi in appositi contenitori di dimensioni non superiori a 70x50x30.
Nei treni a scompartimento, i cani di piccola taglia possono viaggiare liberamente accanto a noi, sempre sorvegliati con attenzione e purché i passeggeri dello scompartimento lo consentano, solo in 2a classe, acquistando un biglietto ridotto del 40%.
I cani di grossa taglia, invece, sono ammessi solo se non recano disturbo e sono tenuti al guinzaglio e con museruola, altrimenti, oltre al pagamento del biglietto ridotto, è necessario prenotare l' intero scompartimento.
Nelle vetture letto sono ammessi cani con pagamento di un biglietto di seconda classe ridotto del 40% e di una tassa di disinfestazione di circa 70.000 lire.
Sui treni locali, dove le carrozze sono costituite da un unico ambiente, è consentito il trasporto degli animali solo facendo uso delle piattaforme o dei vestiboli delle carrozze. I cani di media e grossa taglia non sono accettati sui "Pendolini" per il fatto che lo spazio per il passeggero non è sufficiente per poterlo tenere accanto.
Quelli di piccola taglia sono ammessi, gratuitamente, se custoditi in appositi contenitori collocati in appositi spazi.
Nei treni Eurostar Italia possono viaggiare solo i cani guida per i ciechi, a tutti gli altri animali é vietato l'accesso. Poiché comunque le Ferrovie dello Stato possono apportare modifiche alle condizioni per il trasporto di animali in treno, è consigliabile, prima di mettersi in viaggio, sincerarsi che queste non siano cambiate.


Cani per non vedenti 
I cani guida per non vedenti viaggiano in qualunque treno e classe gratuitamente e sono soggetti, al massimo, a dover portare la museruola. 


Tutte le compagnie aeree consentono, in genere, il trasporto di cani e altri piccoli animali ma ciascuna adotta regole diverse per cui prima di metterci in viaggio è sempre opportuno programmare ed informarsi con largo anticipo (ad esempio sui voli Alitalia può essere imbarcato solo un animale per ogni classe e/o sezione di cabina).
Al momento della prenotazione dovremo comunicare alla compagnia aerea la presenza del nostro amico a quattro zampe. Se la località di vacanza è all'estero dovremo inoltre informarci sulle formalità in vigore nel paese di destinazione: ad esempio in certi Stati l'introduzione di un animale prevede un periodo di quarantena che può arrivare fino a tre mesi (in questo caso forse è meglio evitare a Fido questa traumatica esperienza!).
Come regola generale il nostro cane dovrà essere vaccinato contro le principali malattie e, per ogni evenienza, è opportuno portarsi dietro oltre al libretto sanitario anche un certificato che attesti lo stato di buona salute.
Tutte le compagnie aeree consentono che i cani di piccola taglia viaggino al nostro fianco, in cabina, purché custoditi in gabbie col fondo impermeabile (tali gabbie devono avere dimensioni adeguate per consentire alle bestiole di muoversi comodamente).
Se invece il peso del nostro cane più quello del contenitore supera i 10 kg., l'animale dovrà viaggiare nella stiva: sarà imbarcato dallo scalo merci e viaggerà all'interno di apposite gabbie messe a disposizione dalla compagnia aerea (se possiamo, evitiamogli questa esperienza!).
Per quanto riguarda il costo di trasporto: per i cani che viaggiano in cabina la tariffa per i voli nazionali è di L. 30.000, per i voli internazionali la tariffa è dell'1,35% della tariffa piena; per gli animali che viaggiano nella stiva la tariffa dipende dal peso e dal luogo di destinazione; in tutti i casi il pagamento si effettua in aeroporto, al momento della partenza.


Cani per non vedenti 
L'unica eccezione riguarda i cani guida per non vedenti che vengono imbarcati col passeggero purché muniti di museruola e guinzaglio: in questo caso il trasporto è gratuito anche se, comunque, si dovrà segnalare la presenza del cane all'ufficio prenotazione della compagnia aerea; cane e padrone saranno imbarcati per primi e sistemati adeguatamente l'uno accanto all'altro.http://www.tuttocani.it/v3.htm

Vioaggiare col cane in auto:codice della strada,raccomandazioni e consigli.

L'art. 169 del Nuovo Codice della Strada consente di trasportare liberamente in auto un solo cane, purché non costituisca pericolo o intralcio per il conducente dell'auto (quindi deve stare comunque sul sedile posteriore). E' consentito inoltre il trasporto di un numero superiore di animali se questi vengono custoditi nel vano posteriore dell'auto appositamente diviso da una rete o da altro mezzo analogo; oppure tenendo gli animali (se di piccola taglia) negli appositi "contenitori da trasporto".
Questo è quanto afferma la normativa vigente. E' comunque indispensabile, prima di affrontare lunghi spostamenti, cercare di abituare il nostro cane a viaggiare in auto assieme a noi.
Prima di partire il cane deve essere a stomaco vuoto e non dimentichiamoci di portare una ciotola e una abbondante scorta di acqua. Quando si viaggia assicuriamoci che il finestrino sia leggermente abbassato in modo da far circolare l'aria, ma non lasciamogli mettere la testa fuori perché un colpo d'aria potrebbe causargli una fastidiosa otite. Dovremo effettuare frequenti soste (al massimo ogni due ore) in modo che possa sgranchirsi le zampe e dissetarsi. Non lasciamolo mai chiuso in auto durante una giornata calda perché, anche se i finestrini sono abbassati, basta poco tempo perché la temperatura all'interno raggiunga i 40 gradi all'ombra e i 60 gradi al sole.
Quando abbiamo raggiunto il luogo delle nostre vacanze può essere utile avere dei ragguagli sugli spostamenti brevi da effettuarsi con mezzi pubblici. Per i trasporti urbani comunali (autobus, metropolitana) i regolamenti variano da un comune all'altro. Se è consentito l'accesso ai cani, può essere chiesto, o meno, il pagamento del biglietto e l'animale dovrà essere al guinzaglio e munito di museruola a paniere. In ogni caso non sono ammessi più di due cani contemporaneamente. Per quanto concerne lo spostamento in taxi non esistono regole generali per il trasporto di animali per cui è a discrezione del conducente accettare il cane a bordo. Per questo consigliamo di segnalare la presenza di animali al centralino al momento della richiesta della vettura in modo che la stessa compagnia provveda ad inviare un taxi che accetta di trasportare animali.http://www.tuttocani.it/v1.htm

Viaggiare col cane:le vaccinazioni consigliate

IAGGIARE CON FIDO In auto, in treno, in aereo, in nave
Quando decidiamo di metterci in viaggio verso la meta agognata delle nostre vacanze e vogliamo che "Fido" ci accompagni, è utile sapere in che modo si possa viaggiare in totale sicurezza e comodità senza che il nostro cane abbia alcun tipo di problema. Per questo motivo qui di seguito pubblichiamo una serie di suggerimenti e consigli su come comportarsi quando ci spostiamo in auto, treno, nave ed aereo in compagnia dei nostri amici a quattro zampe.
Le vaccinazioni 
Anche se in Italia non è obbligatorio il certificato di vaccinazione antirabbica (però in alcune regioni è richiesto) è consigliabile, quando viaggiamo in compagnia del nostro animale, portarsi dietro il libretto sanitario (rilasciato dal proprio veterinario) sul quale sono registrate tutte le vaccinazioni. Se viaggiamo in Europa, Usa o Canada dobbiamo munirci di un Certificato internazionale di Origine e Sanità rilasciato dalla ASL o da un veterinario ufficialmente autorizzato.
Il certificato dovrà attestare che: 1) il cane è stato vaccinato contro la rabbia da meno di undici mesi e più di venti giorni; 2) il cane è stato visitato il giorno del rilascio del certificato e riconosciuto clinicamente sano.
Questo certificato è valido per 30 giorni dalla data del rilascio. In alcuni Paesi vigono norme ancora più severe sulle quali si possono avere informazioni dettagliate rivolgendosi direttamente al servizio veterinario. Spesso sono anche previsti dei periodi di quarantena, di durata variabile da Paese a Paese, in cui l'animale viene separato dal padrone e tenuto presso un'apposita struttura sanitaria  http://www.tuttocani.it/viaggiare.htm

Come somministrare le medicine al cane:compresse,sciroppi e zollette

Come somministrare una compressa 
Tenerla tra il pollice e l’indice, aprire la bocca del cane, e cercare di posizionargliela in fondo alla gola. Chiudere la bocca e massaggiare lievemente la gola. Le compresse possono anche essere infilate in un pezzo di carne o di un altro cibo, ma va fatta attenzione che il cane ingerisca la compressa quasi subito. 

Come somministrare un medicinale liquido 
Usare una siringa senza ago e appoggiarla in prossimità della commessura labiale, in modo che il cane non la morda, Rovesciare leggermente indietro al testa del cane, indicendogli l’apertura della bocca, Versare lentamente i prodotto nella piega delle labbra in modo che possa inghiottirlo senza soffocare. Per i cuccioli Ë preferibile usare un prodotto in gocce, facilmente mescolabili al cibo. 

Come somministrare le zollette 
Si fa ricorso a questo tipo di somministrazione per i cani più recidivi. 

L’animale non oppone nessuna resistenza a prendere le medicine prescritte, come i vermifughi e i contraccettivi. Questi prodotti non contengono zuccheri e non sono di conseguenza dannosi per la salute del cane.http://www.tuttocani.it/sa6.htm

giovedì 22 aprile 2010

BASSET-HOUND:scheda,origini,carattere e particolarità(troppo simpatico!)


basset_hound_razzeIl Basset-Hound è una razza di cane originaria dell’Europa, il cui nome deriva dall’unione del termine francese“Bas” (bassetto), e dalla parola inglese“Hound” (segugio). Di questa razza sappiamo che è piuttosto vecchia e che discende direttamente dal Bloodhound. Alcune fonti suggeriscono che possa derivare direttamente dai cani cosidetti “bassetti”, cani affetti da nanismo che hanno dimensioni normali però con arti corti. La particolarità di questa razza immediatamente evidente è la taglia medio-grande (ossatura compresa) con però zampe molto corte. Ai bassetti da cui deriva il nostro Basset-Hound fu poi unito il sangue del Bloodhound, per mantenere e fissare il tipo di testa che ancora oggi possiamo ammirare.
Storicamente questo cane veniva utilizzato per il suo fiuto eccellente e la bassa statura, specialmente per la caccia di animali da tana. Di conseguenza la selezione di questa razza ha consentito di migliorare le sue doti venatorie: le lunghe orecchie, ad esempio, permettono al Basset-Hound di convogliare gli odori risalenti dal terreno direttamente al suo naso ;gli arti corti con unghie molto lunghe e spesse sono invece molto utili per infilarsi in tane o cespugli, mentre la coda serve al cacciatore per rintracciare il cane nell’erba alta. Una nota particolarità che gli assegna un’espressione triste e malinconica, è la forma degli occhi: sono grandi, marroni e all’ingiù.
Se avete intenzione di prendere con voi un Basset-Hound, sappiate che è un perfetto cane da compagnia. Ha un’indole tranquilla, paziente e affettuosa sia con i bambini che con il resto della famiglia. Non fatevi però intenerire da questo cane che grazie alla sua espressione triste riesce spesso ad ottenere ciò che vuole. E’ adatto alla vita in appartamento: sono infatti dei cani molto inattivi all’interno della propria abitazione ma fuori se ne avranno la possibilità, giocheranno e correranno per ore. E’ consigliabile per mantenere in buona saluta un Basset-Hound allenarlo costantemente e parecchio. Fuori di casa correranno e giocheranno ma attenzione a fargli compiere salti o movimenti che sollecitino troppo le zampe anteriori.
Insomma con un Basset-Hound c’è da divertirsi sia in casa che fuori!  http://www.petpassion.tv/blog/il-basset-hound-cacciatore-triste-7119

Cani:Pedigree,cos'è,dove si fa,chi lo rilascia,come interpretarlo


Il Pedigree del Cane
Esistono due tipi di pedigree italiani che vengono rilasciati dall'ENCI, il ROI (Registro Origini Italiano) e il RSR (Registro Supplementare Riconosciuti) ma ben differenti tra loro. Ovviamente le regole che disciplinano l'iscrizione nell'uno o nell'altro registro sono diverse. Il pedigree è il documento da cui risulta la genealogia del cane.

Per provare che un esemplare proviene da una linea di sangue pura occorre un documento che comprovi che sia discendente per almeno quattro generazioni da altrettanti esemplari di razza pura: il pedigree.
Il pedigree è, in parole povere, una carta di identità del cane, che indica i nomi degli avi di linea paterna e materna risalendo fino ai nonni, bisnonni e trisnonni, ed è l'unico documento in base al quale il soggetto può essere iscritto al Registro Origini Italiano - ROI -. Il pedigree deve accompagnare sempre il cane perché eventuali trasferimenti di proprietà dell'esemplare vanno trascritti su di esso.

Quando si acquista un cane di razza si deve sempre chiedere un regolare pedigree. A volte può capitare, quando si acquista un cucciolo in un negozio di animali o da un venditore di cani, di tornare a casa con un certificato che assomiglia ad un pedigree, ma che in realtà non lo è. Quindi, prima di sborsare dei soldi chiedete sempre informazioni dettagliate. Inoltre siate diffidenti da quei commercianti che vi chiedono soldi in più per avere un pedigree perché secondo le convenzioni internazionali il pedigree è compreso nel prezzo.
Esiste un terzo documento chiamato Pedigree Export, che accompagna il cane quando esso proviene da un'altra nazione la cui associazione cinofila è riconosciuta dalla FCI. Tale documento dovrà essere riconosciuto ufficialmente dall'ENCI che spesso però, se non è tutto in regola, non lo regolarizza: deve essere intestato direttamente al nuovo proprietario che, non appena lo riceve si recherà all'ENCI la quale, accerterà la veridicità dello stesso controllando il cane possessore dello stesso e, se tutto ok, inoltrerà la documentazione per la trascrizione al ROI e per il rilascio del pedigree italiano.
fronte pedigree del cane
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interno pedigree del cane
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Rilascio del PEDIGREE 
Per il rilascio del pedigree si devono compilare due modelli A e B, la modulistica viene effettuata a carico (oneri compresi) dell' allevatore della cucciolata, chiunque esso sia, allevatore professionale, amatoriale o privato. Il modello A serve ad indicare il giorno in cui è stata accoppiata la femmina (tecnicamente chiamata fattrice) col maschio (tecnicamente chiamato stallone) di pari razza, si indicano i nomi dei genitori, il numero R.O.I. che l'assegna a tutti i cani provvisti di pedigree, la fotocopia dei pedigree di entrambi i genitori, specificando quanti cuccioli sono nati, specificando il numero degli stessi ed il sesso; l' unico obbligo del proprietario dello stallone è quello di apporre la propria firma sul modello A e di fornire la fotocopia del pedigree al proprietario della fattrice.
Questo modulo va consegnato alla delegazione di pertinenza entro il 25° giorno di vita dei cuccioli. Il modello B serve ad iscrivere ogni singolo cucciolo, indicando il colore del mantello, il nome, la marcatura (tatuaggio o microchip) dello stesso ed eventualmente il nominativo del nuovo proprietario indicandone l' indirizzo completo. Questo modello va presentato entro il terzo mese di età dei cuccioli, assieme alla scheda (obbligatoria) firmata dal veterinario comprovante l' effettuazione dei tatuaggi o l' inoculazione dei microchips, questo per garantire la rispettabilità della legge anti-randagismo.

Buon consiglio è quello di chiedere all' allevatore di poter vedere almeno il modello A dato che al momento in cui viene proposto un cucciolo dell' età di 60 giorni lo stesso modello dovrebbe essere già stato presentato; qualora l' allevatore vi dicesse che non ne possiede una copia esigete almeno di poter vedere i pedigree dei genitori oppure di rilasciarvi uno scritto con il quale vi garantirà che il cucciolo sarà munito di pedigree. Con i modelli A e B regolarmente depositati presso una delegazione ENCI si potrà richiedere il Certificato di Iscrizione al Registro Origini Italiano (il pedigree), che l'ENCI fornirà in un tempo di circa tre mesi. Il costo si aggira sui € 20,00 per il singolo pedigree di ogni cucciolo.

Interpretare il PEDIGREE 
Nel pedigree è riportata la genealogia del cane che reca i nomi degli ascendenti, che vengono normalmente accompagnati con affisso o il suffisso, una specie di cognome che serve ad individuare l'allevamento di provenienza. Il nome d'allevamento è quello con cui vengono identificati i soggetti nati nello stesso allevamento.
Viene concesso dall'ENCI e dalla FCI a chi ne fa richiesta e possiede particolari requisiti. Se segue il nome del cane si chiama più precisamente "suffisso", se lo precede si chiama "affisso". Nel pedigree del cucciolo sono inseriti i seguenti dati: Gruppo - numero ROI - Registro Origini Italiano (ex LOI) - nome del cane - data di nascita - sesso - razza - marcatura - tatuaggio o microchip - colore del mantello - dati dell'allevatore - genealogia con tutti gli ascendenti dalla 1° alla 4° generazione - legenda per i titoli conseguiti dagli avi - dati del proprietario - timbro e sigla della delegazione ENCI che ha effettuato la variazione di proprietà dall'allevatore al proprietario. La legenda per i Campionati è: B = Campione Sociale, C = Campione Estero, D = Campione Riproduttore, E = Campione Europeo, F = Campione Mondiale di Bellezza.http://draft.blogger.com/post-create.g?blogID=343900954320947685

venerdì 16 aprile 2010

Cani:Grande bovaro svizzero,origini,classificazioni,aspetto,difetti


Origine: Svizzera.

Classificazione F.C.I.: Gruppo 2 - cani di tipo pinscher, schnauzer, molossoidi e bovari svizzeri.

Le origini del Grande Bovaro Svizzero (Grosser Schweizer Sennenhund - Grand Bouvier Suisse) si perdono nel tempo. Discende dagli antichi molossi da guerra che furono portati in terra elvetica dai legionari romani. Nel XII secolo, questo Bovaro accompagnava nelle spedizioni belliche i primi confederati. Nell’anno 1489, venne emanato un editto da Hans Waldmann a Zurigo, che ordinava la sua totale eliminazione, ma i contadini non obbedirono. La razza, dalla sua creazione, si diffuse molto velocemente, nella maggior parte delle fattorie tra il Rodano ed il Lemano. La razza venne allevata con una selezione che si può definire può pratica che scientifica. La sua evoluzione cinofila vera e propria ha il suo inizio nei primi anni del ‘Novecento, per il grande lavoro di R. Strebel. Ebbe il suo nome attuale dal Professor Heim Albert, che aveva dedicato in passato, moltissimi studi ai Bovari della Svizzera. Attualmente è molto allevato in Svizzera, ma anche in Germania, Austria, Paesi Bassi, Danimarca. Meno diffuso del “Bovaro del Bernese”. È pochissimo allevato negli U.S.A. e in Inghilterra.

Aspetto generale
Il più grande tra i Bovari svizzeri. Cane di grande taglia, vigoroso, mobile, armonico e bello nelle proporzioni e nei colori. A prima vista questo cane impressiona subito per la sua struttura possente caratterizzata da muscoli forti e salienti sotto il mantello dal pelo corto. I colori sono uguali a quelli dei suoi fratelli. Ha uno sguardo attento e fiero. Possiede un’espressione ardita. Differisce dal “Bovaro del Bernese” non soltanto per la maggior taglia e per la lunghezza del pelo, ma anche per un aspetto più rustico.

Carattere
Molto simile al “Bovaro del Bernese”, caratterialmente parlando; ha un comportamento più austero e ha una maggior tempra. Può sembrare un cane poco affettuoso, a causa della sua riservatezza e per i suoi movimenti solenni. È molto legato al padrone, pur essendo stato, per secoli, isolato sulle montagne svizzere. Dotato di un eccellente olfatto. Esige spazi liberi ed aperti. Non tollera mai bene la vita in città; non è un cane adatto per vivere in appartamento. Facilmente addestrabile; non deve essere mai sottomesso. Non ha la necessità di molto cibo. Non vuole cure particolari, basta mantenere pulito il mantello con una spazzolata.

Standard

Altezza:
- maschi tra i 65 ed i 70 cm
- femmine tra i 60 ed i 65 cm.

Peso: da 59 a 65 kg.

Tronco: torace profondo e largo, con petto pieno e prominente; il costato, ovale arrotondato, né piatto né a botte. Garrese alto e lungo; linea dorsale poco allungata, forte e diritta; reni larghe e forti; groppa lunga, larga, ben arrotondata, che discende dolcemente verso il posteriore. Ventre a fianchi né retratti né pesanti. La lunghezza del corpo, misurata dalla punta della spalla a quella della natica, deve essere leggermente superiore all’altezza al garrese, in rapporto di circa 10:9.

Testa e muso: potente ma proporzionata e mai massiccia; la lunghezza dalla cresta occipitale agli occhi è grosso modo pari alla lunghezza del muso. Cranio piatto e largo. Solco leggero. Solco naso-frontale poco accentuato. Guance normali, né cascanti né rigonfie. Canna nasale larga, dritta, nella maggior parte dei casi leggermente rilevata un po’ avanti al tartufo. Muso medio e potente.

Tartufo: ampio e sempre nero.

Denti: forti, con chiusura a forte.

Collo: vigoroso e muscoloso, di lunghezza media e senza giogaia.

Orecchie: di grandezza media, triangolari e attaccate abbastanza alte, piatte durante il riposo e girate in avanti quando il cane è attento; padiglioni ben guarniti di pelo sia internamente che esternamente.

Occhi: di media grandezza né infossati né sporgenti, da color nocciola a bruno-castagna; espressione sveglia ed intelligente. Palpebre ben chiuse.

Arti: avambracci vigorosi e visti da ogni lato, diritti; metacarpi leggermente cedevoli. Cosce larghe, forti, abbastanza lunghe e molto muscolose, oblique viste di lato. Garretti larghi e forti. Piedi rotondi, corti, con digitali ben chiusi e arcuati. Unghie corte e forti. Gli speroni posteriori vanno asportati nella più tenera età.
Spalla: lunga, vigorosa, obliqua, piatta e muscolosa; forma un angolo ottuso con il braccio.

Andatura: sciolta ed elastica. Movimenti solenni.

Muscolatura: di eccellente sviluppo.

Coda: abbastanza pesante, lunga sino al garretto, portata bassa in riposo ma più alta e leggermente curvata verso l’alto quando il cane si muove o è attento. La coda non deve mai essere arrotolata o portata sul dorso.

Pelle: abbastanza aderente al corpo. Elastica.

Pelo: pelo duro, lungo da 3 a 5 cm, con sottopelo.

Colori ammessi: nero con macchie chiare, ruggine e bianche simmetriche; il rossiccio deve trovarsi tra il nero ed il bianco. Focature rossicce tra gli occhi, sulle braccia ai due lati del petto e sulle gambe. Il rossiccio si trova anche all’interno delle cosce, sotto la coda e all’interno delle orecchie, nel bordo nero. Le macchie bianche si trovano sulla testa, sul petto, sui piedi e sulla punta della coda. Sono permesse una macchia bianca sul naso e sull’attaccatura del collo. Tartufo e labbra sempre neri.

Difetti più ricorrenti: prognatismo, enognatismo, misure fuori standard, andatura poco ampia, occhio aperto, dorso insellato, testa troppo pesante, anomalie della dentatura, angolature difettose, digitali poco chiuse, corpo quadrato e troppo lungo, pelo troppo lungo o troppo fine, occhio chiaro, orecchie e coda mal portate, macchie asimmetriche, indole timorosa, colori sbiaditi, mordacità eccessiva, temperamento troppo marcato, monorchidismo, criptorchidismo.

http://www.agraria.org/cani/grandebovarosvizzero.htm

martedì 13 aprile 2010

Se il cane scappa,come impedirlo,che fare se è successo

Pillole cinofile - quando un cane scappaFra le eventualità più sgradevoli della convivenza fra un umano ed un cane, questa è una fra le più sgradevoli e quindi cerchiamo di analizzare alcune delle possibili situazioni nelle quali può accadere.
E’ bene premettere che un cane, fino all’età di 18 mesi ( le taglie maxi anche 24 mesi), deve essere seguito come un bimbo di tre-quattro anni. Qualsiasi comportamento “sbagliato” è possibile in qualsiasi momento. Fuor di metafora, a nessuno passa per la mente di avventurarsi in città senza tenere il proprio bimbo per mano. I cani non possono dare la mano. Personalmente odio il guinzaglio e ancor di più il collare, però, visto che la legislazione corrente lo impone, guinzaglio sia, possibilmente abbinato alla pettorina.
Non vorrei sprecare parole per perorare la causa di una “profonda socializzazione transpecifica” come la chiama Roberto e dell’educazione, ormai dobbiamo dare per scontato che il concetto è acquisito.
Nonostante la “scolarizzazione” del vostro amico potrebbe succedere che esca dalla porta di casa o dal portoncino del giardino.continua

venerdì 9 aprile 2010

Rottura del legamento crociato,cause,sintomi,terapia.

Rottura del legamento crociato

La causa più frequente della rottura del crociato è un trauma. In genere si tratta di un violento movimento rotatorio del ginocchio. La rottura può essere completa o parziale, ma in ogni caso il mancato trattamento di questa patologia porta ad una degenerazione artrosica del ginocchio. Questo avviene perché l'articolazione non è più stabile, viene cioè rotto l'equilibrio dell'articolazione.
In ogni articolazione sono presenti varie strutture tra cui anche i legamenti crociati che servono alla stabilizzazione dell'articolazione stessa.
I legamenti crociati si trovano nell'articolazione del ginocchio; essi sono due: uno craniale e uno caudale e sono posizionati a forma di una X, per questo si chiamano "crociati".
Tra questi due legamenti quello che più frequentemente si rompe è il crociato anteriore (craniale).
I cani più a rischio sono quelli di peso superiore ai 15 Kg ed esiste una predisposizione per i cani anziani in sovrappeso e con una vecchia alterazione dell'articolazione del ginocchio. Nella maggior parte dei casi si rompe assiema al legamnto crociato anche il menisco mediale, che è una delle due strutture "cuscinetto" dell'articolazione del ginocchio. Nei cani di piccola taglia e nelle razze "Toy" si può trovare in contemporanea anche la lussazione della rotula.
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Il sintomo principale è la zoppia, talvolta così acuta che il cane non appoggia per nulla la zampa. Tale zoppia dopo il trauma tende a migliorare, per poi peggiorare all'improvviso. Il motivo di questo peggioramento è un danno secondario al menisco.
La diagnosi definitiva può essere fatta dal veterinario tramite la visita ortopedica, durante la quale si metterà in evidenza il movimento del "cassetto". Questa prova consiste nello slittamento in avanti della tibia rispetto al femore ed è molto caratteristico per la rottura del crociato anteriore. Si devono poi eseguire delle radiografie per valutare bene il danno. Tutte queste indagini sono meglio effettuabili in anestesia generale, in quanto solo così si può ottenere un totale rilassamento muscolo-scheletrico per una corretta diagnosi.
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La terapia da applicare in caso di rottura del legamento crociato anteriore è senz'altro quella chirurgica. Esistono più di cento tecniche operatorie diverse per stabilizzare l'articolazione del ginocchio. Ciò che è certo è che la mancata stabilità del ginocchio porta inevitabilmente ad alterazioni degenerative e progressive dell'articolazione sfociando in artrosi.
La prima fase dell'intervento consiste nel rimuovere i frammenti del legamento crociato rotto e del menisco ( se è rotto anch'esso). Successivamente viene sostituito il legamento rotto con uno artificiale posto in posizione intra o extra articolare a seconda della preferenza del chirurgo.
Subito dopo l'intervento la zampa non viene ingessata. Il cane deve stare però in assoluto riposo per 4 settimane, poi gradualmente si può aumentare l'esercizio fisico e il moto.

http://www.difossombrone.it/curadelcane/ma...nticrociati.htm http://baumiao.forumcommunity.net/?t=20556597

mercoledì 24 marzo 2010

Filaria:cos'è,tipologie,sintomi,prevenzione


Filariosi: un pericolo reale
La filariosi è un’insidiosa malattia parassitaria che colpisce cani e gatti. Esiste in due forme: la filariosi cardiopolmonare, dovuta a Dirofilaria immitis, e la filariosi sottocutanea, dovuta aDirofilaria repens. Entrambi i parassiti sono piccoli vermi, tondi e bianchi, appartenenti alla classe dei Nematodi e sono trasmessi ai nostri animali dalle zanzare tramite il loro pasto di sangue. Pur essendo simili, danno però origine a patologie distinte.
La filariosi cardiopolmonare
Quando la zanzara punge un animale parassitato assume, insieme al sangue, le larve del parassita; queste restano nell’insetto per circa due settimane e sono poi pronte per essere inoculate, attraverso un’altra puntura, negli ospiti definitivi, cioè nel cane e nel gatto. Nell’organismo degli animali le larve evolvono nelle forme giovanili e attraverso il circolo sanguigno raggiungono il cuore, dove divengono vermi adulti. Le filarie adulte, quindi, si localizzano nel cuore e nei grossi vasi sanguigni e possono raggiungere dimensioni rilevanti (fino a 15 centimetri di lunghezza); Le filarie adulte si riproducono ed immettono in circolo le larve figlie (microfilarie) che, assunte dalle zanzare, andranno a colpire altri animali, chiudendo così il ciclo.
Filariosi sottocutanea
La filariosi sottocutanea, meno conosciuta, può colpire, a differenza di quella cardiopolmonare, anche l’uomo, costituendo una zoonosi.
Il ciclo biologico è analogo al precedente e la trasmissione avviene sempre tramite le zanzare. L’unica differenza è quella della localizzazione dei vermi adulti, che qui si stabiliscono nel sottocute. Negli animali il parassita è responsabile di forme cutanee. Nell’uomo il parassita non completa il proprio ciclo biologico e determina lesioni nodulari di 1-2 centimetri di diametro nel punto di inoculazione. Sono segnalate in letteratura medica anche forme oculari.
Il ciclo biologico delle filariosi ha nel cane una durata di 5-6 mesi. Una singola puntura di zanzara può trasmettere contemporaneamente entrambe le filariosi.  I parassiti adulti sopravvivono a lungo negli animali, arrivando a una durata di 5-6 anni di vita.
I sintomi
Il cane contrae la malattia nel periodo che va da aprile a ottobre, quando sono presenti le zanzare. I primi sintomi compaiono tuttavia diversi mesi dopo l'infestazione, quando l'organismo reagisce contro il parassita e il cuore, danneggiato e sfiancato dalla presenza delle filarie, inizia a funzionare male. Il cane appare stanco, tossisce, è affannato anche dopo piccoli sforzi e, con il passare del tempo, diviene sempre più inappetente e depresso.
Si parla, in questo caso, di “sindrome da minor rendimento”. In seguito, il danno cardiocircolatorio si aggrava e la malattia si ripercuote negativamente su tutto l'organismo, provocando difficoltà respiratorie, accumulo di liquido a livello addominale ed anche problemi neurologici.
Se la filariosi cardiopolmonare non viene riconosciuta e curata, può portare a morte il canehttp://www.merial.it/pet_owners/dogs/heartworm.asp

sabato 6 febbraio 2010

Bichon Frisè:storia,aspetto,caratteristiche,carattere ,allevamenti


Storia

Nel XV secolo, in Francia, ebbe origine il Bichon Frisè. Alcuni pensano che questo cane sia stato portato dai marinai che ritornavano dalle isole Canarie.
Per secoli è stato un cane da compagnia in tutte le corti d'Europa, finchè nell'XIX secolo andò a finire nei circhi.

Aspetto generale

Il Bichon frisè è un piccolo cane gioioso e vivace, ha un muso di lunghezza media e presenta un pelo "a ricciolo" a spire larghe. La testa è portata alta e in modo fiero, gli occhi scuri del Bichon frisè sono vivaci ed espressivi. Il pelo è più abbondante che lungo, infatti, non supera una decina di centimetri.

Caratteristiche

Il cranio del Bichon frisè è più lungo rispetto al muso e la testa è in armonia col corpo. Il tartufo è ben arrotondato e sempre nero. Il muso del Bichon frisè non deve essere spesso ne pesante, ma nemmeno stretto: lo stop è poco pronunciato. Le orecchie del Bichon frisè sono cadenti, ben guarnite di pelo finemente arricciato e lungo, portate piuttosto in avanti quando il soggetto è attento e vigile. L’attaccatura del collo è piuttosto lunga, la spalle sufficientemente e oblique e il rene largo, ben muscolato ma leggermente convesso.
Taglia: la taglia del Bichon frisè al garrese non deve superare i 30 cm.
Colori: il Bichon frisè deve essere bianco puro.
Coda: portata sollevata e graziosamente ricurva, sulla linea della spina dorsale, senza essere arrotolata; arriva al dorso solo con la guarnizione del pelo.
Carattere
E' un cane molto vivace, intelligente ed affettuoso. Si adatta molto bene ai bambini e convive pacificamente con gli altri cani. Caratterizza questo cane la velocità nell'apprendimento dei comandi.

Difetti da evitare

. Prognatismo troppo sviluppato
. Tartufo rosa, labbra carnicine
. Occhi chiari
. Criptorchidismo, monorchidismo
. Coda arrotolata e girata a elica
. Macchie nere nel pelo
. Pelo piatto, ondulato, cordato o troppo cortocontinua

martedì 2 febbraio 2010

Akita Inu,il tenero e bellissimo cane del film Hachiko è ora ambito da tutti,ma non speculiamo per favore!

Effetto Hachiko, gli «squali» in azione

Venditori senza scrupoli pronti a invadere il mercato con cuccioli di Akita, il cane protagonista del film di Gere


MILANO - In Giappone è un eroe nazionale. E ora, grazie al film a lui dedicato che ha tra i protagonisti un mito hollywoodiano come Richard Gere, la sua storia sta facendo il giro del mondo. Hachiko è il cane fedele per antonomasia, l'amico per sempre, quello capace di aspettare per anni alla stazione del treno il ritorno del proprio padrone anche se poi non arriverà mai perché magari, come nella storia realmente accaduta negli anni Venti e a cui gli sceneggiatori si sono ispirati, nel frattempo è morto. Un esempio di affetto e di amore smisurato che ha spinto la Lega nazionale per la difesa del cane a patrocinare la pellicola, ora in programmazione in decine di sale in tutta Italia, perché questa vicenda «insegna agli uomini come e quanto l’amore di un cane può essere immenso, senza mezze misure e, soprattutto, senza alcuna finalità».

image Il vero Hachiko

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ARRIVANO GLI «SQUALI» - Ma come spesso accade quando un film di successo accende i riflettori su una particolare razza di cane - e nella fattispecie si parla dell'Akita Inu, un cane maestoso e nobile che vanta le proprie origini agli inizi del 1600 nell'omonima prefettura giapponese - il risvolto della medaglia è la speculazione che può nascere dall'entusiasmo e dall'innamoramento del pubblico. E purtroppo sta già accadendo, proprio come avvenne per i dalmata della «Carica dei 101», per i pastori tedeschi ispirati dal «Commissario Rex» o, negli Stati Uniti, per i chihuahua mostrati come accessori da Paris Hilton o Mickey Rourke e rilanciati da «Beverly Hills Chihuahua». A lanciare l'allarme è la Saki, ovvero la Sezione Akita Italia del Cirn (Club italiano razze nordiche), organismo nazionale in ambito Enci. «Arrivano richieste inaccettabili di squali approfittatori pronti a cavalcare l'onda del successo - si legge nel sito web dell'associazione -. Persone che chiedono coppie di Akita proponendo la divisione dei guadagni; altri che cercano il maschio da far accoppiare con la femmina del parente o del vicino; o, addirittura, chi chiede anche il padre della stessa femmina, purché ci sia un maschio che la monti e le faccia sfornare cuccioli che possono portare guadagno». Gli ammiccamenti sono incominciati già all'indomani del 17 ottobre, quando il film venne presentato alla Festa del cinema di Roma. Ma ora, sulla scia del grande consenso che la pellicola sta ottenendo - ci sono già gruppi di fan su Facebook e diverse iniziative, tra cui un concorso fotografico a premi per tutti i possessori di Akita - il timore è che la speculazione attorno a questa razza raggiunga livelli insostenibili.

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IL TRAFFICO DALL'EST - I rischi concreti? Innanzitutto un incremento delle importazioni di cuccioli dall'Est, dove esistono vere e proprie «fabbriche» dei pet, che sfornano cucciolate a ripetizione in spregio alle norme igienico-sanitarie e all'etica che fa sì che un buon allevatore lavori soprattutto sulla selezione e sulla qualità, piuttosto che sulla quantità. Il fenomeno è noto e non riguarda solo gli Akita: i cuccioli vengono strappati alle madri quando sono ancora troppo giovani, non vengono vaccinati adeguatamente, non vengono fatti socializzare e, per il trasporto, vengono stipati in condizioni pietose nei bagagliai di automobili che attraversano l'Europa fino a raggiungere le mete di smercio, ovvero i Paesi più ricchi, come appunto l'Italia, dove si trovano molti possibili acquirenti per cani di razza - o pseudotali, visto che l'albero genealogico non è garantito - venduti al mercato nero ad un costo inferiore rispetto a quello praticato dagli allevatori professionisti e in regola con norme e procedure. Il timore della Saki è che ora dall'Est si registri una vera e propria invasione di Akita, batterie di animali prodotti in serie, giusto per assecondare il prevedibile aumento della domanda. E per fortuna il film è uscito il 30 dicembre, a Natale ormai passato, scongiurando così il rischio che tanti piccoli Hachiko comparissero magicamente sotto l'albero di centinaia o migliaia di famiglie italiane.

«MA NON E' PER TUTTI» - Il pericolo, però, non arriva solo dall'Est: anche in Italia potrebbero essere in molti a farsi tentare dall'idea di una produzione intensiva di cuccioli, con accoppiamenti incontrollati o effettuati senza troppe remore, approfittando del momento favorevole per la vendita di questa razza. Il che, tuttavia, finirà con l'avere pesanti conseguenze. E questo, secondo Saki, accadrà «quando tanti si accorgeranno che l'Akita non è un cane da compagnia per tutti, quando inizieranno ad avere problemi con il loro animale persone che non sono capaci di gestire un cane nè tanto meno un Akita». Il risultato? «Li inizieremo a vedere nelle nostre strade e nei nostri canili». Perché il film è bello e commovente e la sceneggiatura appassionante. Tuttavia, fanno notare alla Saki, «mette in luce solo le meravigliose caratteristiche di questa splendida razza, ma non fa cenno a quelle peculiarità caratteriali che fanno dell'Akita un cane fiero e, sulla scia della moda, non avremo più futuri proprietari che quando cercheranno un cucciolo avranno già letto tutta la storia della razza, ma lo desidereranno semplicemente per moda». Per scongiurare tutto questo, i membri di Saki stanno organizzando presidi all'esterno delle sale in cui viene proiettato il film, distribuendo agli spettatori opuscoli informativi che spiegano cosa sia esattamente un Akita e perché non sia un cane adatto a chiunque.

«L'AMORE NON SI COMPRA» - In ogni caso la storia di Hachiko è esemplare ed è il motivo per cui la Lega del Cane ha deciso di farne un simbolo di quanto affetto, dedizione e fedeltà vengono mostrati all'uomo dagli amici a quattrozampe. «In questo modo - spiega Daniela Bellon, dell'ufficio stampa dell'associazione - si riesce ad entrare nel cuore di quelle persone che magari da molto tempo vorrebbero adottare un cane, ma sono frenate dal pensiero di come possono gestire l’animale. Per questo motivo siamo stati felici di dare il suo patrocinio a questo commovente film, perché vogliamo ricordare che Hachiko è il simbolo di tutti i cani del mondo e non di una razza particolare, è il simbolo di un essere senziente che dobbiamo rispettare per la sua straordinaria capacità di dare senza chiedere. E’ la dimostrazione che l’amore non si compra, ma si costruisce insieme giorno per giorno».

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Corsera

venerdì 22 gennaio 2010

l ciclo estrale o calore della cagna:tutto quello che devi sapere

Subject: Il ciclo estrale nella cagna
From: "Fabius"
Newsgroups: it.discussioni.animali.cani
Date: Mon, 24 Jun 2002 22:23:34 GMT
IL CICLO ESTRALE DELLA CAGNA

Il ciclo estrale o calore, rappresenta una importante fase della vita della
cagna, tanto che sarà una costante ciclica che l'accompagnerà per tutto il
resto della sua esistenza, nelle cagne infatti,non si verifica una fine
precisa del ciclo, e le femmine di questa specie continueranno ad andare in
estro per tutta la vita.
Per molte persone , soprattutto alle prime esperienze, l'inizio della
attività estrale della propria cagnolina può risultare motivo di ansia, sia
perché non sanno bene come si manifesterà esteriormente questo calore sia
perché dovranno cominciare a pensare che da quel giorno la loro cagnolina
diventerà pubere..si insomma.. una cagna a tutti gli effetti.

Cane femmina:il calore,cos'è,quanto dura,quando farla figliare e altro

Per ogni proprietario di cane la possibilità di far accoppiare il proprio animale, maschio o femmina che esso sia, é sempre un evento desiderato ma anche temuto.Intorno all'argomento nascono problemi e discussioni ,credenze comuni e strane convinzioni. Si offrono nel seguente articolo alcune risposte ai più frequenti dubbi del proprietario.

QUANDO SI VERIFICANO I PRIMI CALORI ? I primi calori si presentano a partire dai 6 mesi d'età.Nelle razze piccole sono più tardivi, fino a 10 o 12 mesi. Normalmente ricompaiono ogni 6 mesi ma, in alcune razze ed in certe condizioni ambientali, possono ricomparire ogni 5 mesi.

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