venerdì 22 luglio 2011

Grand Cayman, il ritorno dell'iguana blu - AMICI A 4 ZAMPE

Grand Cayman, il ritorno dell'iguana blu - AMICI A 4 ZAMPE: "OBIETTIVO RIPRODUZIONE -Esemplare quasi estinto nel 2002, in nove anni grazie ad un programma di recupero si è moltiplicato di 20 volte


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MILANO - Quasi estinta, ora in buona salute. È lieto l’epilogo di una storia di conservazione che ha come protagonisti l’iguana blu (Cyclura lewisi), imponente rettile che sfiora il metro e mezzo di lunghezza per 14 chili di peso, e l’uomo moderno. La prima regna sull’isola caraibica di Grand Cayman, e su una popolazione numerosa, per milioni di anni. Il secondo porta gatti, cani, nuovi parassiti, macchine e distrugge sistematicamente buona parte dell’habitat naturale.

DALL'ESTINZIONE AL RECUPERO - Nel 2002 meno di 25 iguane blu vivono ancora in libertà: un numero talmente sconfortante che gli scienziati dichiarano il più grande animale terrestre nativo dell’isola «quasi totalmente estinto». Ma la speranza (degli ambientalisti) non muore. Con l’aiuto di Ong locali e internazionali viene messo in piedi il Blue Iguana Recovery Program che nel giro di 9 anni moltiplica la popolazione dell’imponente lucertolone di ben 20 volte. Oggi nella Riserva di Salina vivono allo stato selvatico più di 500 esemplari.
Il segreto di un tale successo è presto detto. Le Iguane blu – rettili longevi, che superano i sessant’anni - vengono allevate in cattività fino ai 24 mesi. A quell’età la stazza è sufficiente per permettere loro di difendersi dai gatti, autentici sterminatori degli esemplari più giovani, e di adattarsi alla vita selvatica nella riserva di Salina, area protetta nella quale vengono rimesse in libertà. Ora l’obiettivo è puntare a una popolazione di 1.000 individui, orizzonte che Fred Burton, direttore del Blue Iguana Recovery Program, vorrebbe raggiungere in pochi anni. «Dopodiché continueremo a monitorare la popolazione di iguane blu - ha spiegato - per assicurarci si riproducano. È necessario infatti che la popolazione selvatica possa sempre contare su un certo numero di individui».

Elisabetta Curzel


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