lunedì 4 aprile 2011

PEDIGREE E' GARANZIA - Il pedigree e i moduli

PEDIGREE E' GARANZIA - Il pedigree e i moduli: dal sito dell'ENTE NAZIONALE DELLA CINOFILIA ITALIANA
http://www.enci.it/rivista/articolo.php?an...ero=07&ordine=2

L’importanza del certificato d’iscrizione

PEDIGREE È GARANZIA
Alcuni acquirenti di cuccioli vorrebbero rinunciare al documento per risparmiare. Invece...
"La domanda è provocatoria e la risposta, per chi alleva con correttezza e serietà cani di razza pura, non presenta alcun dubbio: CON il pedigree! Eppure capita regolarmente agli allevatori di sentirsi dire da un ipotetico futuro proprietario: “Mi faccia spendere meno, a me il pedigree non serve, tanto le esposizioni non mi interessano e per far cuccioli non occorre un pezzo di carta”. Dovremmo dunque, per tutelare le razze pure che alleviamo, spiegare a chi ci interpella che, tanto per cominciare, la differenza di prezzo fra un cucciolo con il pedigree e un cucciolo senza è irrisoria e che non vale proprio la pena rinunciare al certificato attestante le origini del nostro cucciolo per risparmiare una cifra tanto esigua. È legittimo, anzi, avere qualche sospetto se il prezzo che ci propongono per un cucciolo senza pedigree è molto più basso di quello con il pedigree: dove va a finire il documento che non ci viene consegnato per farci teoricamente “risparmiare”? In secondo luogo, le esposizioni possono non interessarci oggi, ma se domani dovessimo ritrovarci fra le mani un soggetto di grande pregio con buone possibilità di intraprendere una carriera espositiva di successo, perché precludere questa strada fin dall’inizio? Perché privare la razza di un potenziale buon riproduttore?"
E se decidessimo di avere una cucciolata? È vero che per far accoppiare due cani non è necessario avere un pezzo di carta, ma cosa ci guadagniamo a non averlo? Non potremmo iscrivere i cuccioli al Registro delle Origini Italiano e faremmo in realtà un grave torto alla razza mettendo in circolazione soggetti privi delle informazioni sui loro antenati. Se questo aspetto non ci interessa, perché non scegliere allora fin dall’inizio un cane non di razza, accettandolo così com’è senza conoscere le sue origini? Senza contare che avremmo sicuramente molte difficoltà a trovare un partner per il nostro cane di razza senza pedigree e che non sarebbe affatto facile piazzare una cucciolata di quasi-razza… Queste considerazioni non toccano, è ovvio, gli allevatori seri ed esperti che sanno benissimo quanto sia importante il pedigree: è il certificato d’iscrizione ai Libri Genealogici, un documento ufficiale rilasciato dall’ENCI. Riporta la razza alla quale appartiene il cane, i suoi dati identificativi, il suo albero genealogico fino alla quarta generazione, i dati anagrafici dell’allevatore e del proprietario. Per l’allevatore è uno strumento di lavoro indispensabile che gli permette di verificare “cosa c’è dietro” ai soggetti che vuole utilizzare in riproduzione, conoscendone il potenziale genetico in relazione agli antenati, con le loro caratteristiche morfologiche, sanitarie e caratteriali, al fine di ottenere discendenti di razza pura, con delle peculiarità razziali abbastanza prevedibili e di operare nell’ottica del miglioramento della razza, programmando gli accoppiamenti con conoscenza di causa. Per il proprietario il pedigree costituisce la garanzia di essere entrato in possesso di un cane di razza pura, frutto di una precisa selezione e di poter conoscere la sua genealogia. Non sempre questa ultima informazione avrà per il proprietario un impatto significativo, se non ha un minimo di informazione sui riproduttori, ma almeno saprà che gli antenati del suo cane appartenevano effettivamente a quella razza e che possedevano le qualità specifiche che lo hanno spinto a scegliere proprio quella razza e non un’altra. Potrà, volendo, presentare un giorno il suo soggetto alle esposizioni e potrà utilizzarlo in riproduzione per ottenere a sua volta cuccioli di razza pura con pedigree. Vi è una sola motivazione “accettabile” per decidere di non iscrivere un cucciolo al Libro: il fatto che presenti dei difetti gravi che ne sconsigliano l’utilizzo come riproduttore. In tal modo, non dandogli i documenti ufficiali, l’allevatore ha la certezza che quel soggetto non tramanderà quel o quei difetti gravi accertati, generando discendenti muniti oltre tutto di pedigree. L’ideale sarebbe trovare un sistema per indicare ufficialmente queste problematiche, pur mantenendo il diritto ad ottenere un regolare pedigree che certifica l’appartenenza di un soggetto ad una determinata razza e la sua genealogia, anche se non lo porteremo in esposizione e non lo utilizzeremo come riproduttore. Spesso chi si avvicina ad un cane di razza non è abbastanza informato, spetta a noi, allevatori con o senza affisso, tutelare l’immagine delle razze che alleviamo, i nostri cuccioli e la certificazione ufficiale che li accompagna: il pedigree. Oltre a questo, abbiamo ora uno strumento di tutela in più: il deposito del campione biologico per il DNA.


Silvana Vogel Tedeschi

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