giovedì 23 agosto 2012

Green Hill: nuovi particolari inquietanti sul trattamento degli animali detenuti

Green Hill: nuovi particolari sullo stabilimento:L’inchiesta giudiziaria che ha investito lo stabilimento di vivisezione Green Hill, nella sede di Montechiari, va avanti nelle indagini e si scoprono particolari inquietanti sul trattamento degli animali detenuti. In base al materiale cartaceo e alle cartelle sequestrate dagli inquirenti che hanno messo i sigilli allo stabilimento il 18 luglio scorso, emerge il sospetto che venisse praticata l’eutanasia ai cuccioli, affetti da malattie curabili come dermatite o disturbi comportamenti, che non li rendevano idonei alla sperimentazione dei cosmetici. Per comportamenti non idonei i fattori intendevano rincorrere la coda, e girare intorno a sé stessi, classificato come atteggiamento compulsivo. In alcuni casi si parla di cuccioli morti per inalazione della segatura della lettiera. Ma la cosa che emerge agli occhi degli inquirenti è come arrivavano nei laboratori questi animali. I beagles venivano ceduti con una partecipata di Lione, e tra i clienti di questi c’era una ditta italiana specializzata nella produzione di cosmetici. Fatto illegale siccome in italia in quanto secondo la legge, nessuna ditta può sperimentare sugli animali cosmetici. Questo accende il sospetto che venissero effettuati test non autorizzati nella clinica. Inoltre, come dimostra il filmato di una degli attivisti che entrò furtivamente nel laboratorio per liberarli gli animali erano tenuti in condizioni non idonee e non conformi alla legge. Tenuti insieme in gabbie che contengono più di 500 beagle all’incirca sui 6 mesi con poca visibilità, poca luce e poca possibilità di muoversi. Già questo basta per tenere chiusi i cancelli di Green Hill in quanto la legge che tutela gli animali afferma che non possono essere tenuti in luoghi che impediscono il normale sviluppo e le normali funzioni vitali. Invece quanto è emerso dalle analisi dei veterinari, i cuccioli salvati erano soffrivano di degressione sensoriale e sindrome depressiva. Al momento che le indagini vanno avanti i cuccioli rimangono temporaneamente affidati alle famiglie selezionate dall’ente Lav e Legambiente. Ma la domanda da porsi in questi casi rimane. E’ lecito sperimentare sugli animali, specialmente per prodotti di secondaria necessità? E nel caso di laboratori che attuano questi esperimenti chi garantisce che vengano rispettate le regole? – Articolo a Cura di Laura Santelli

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