lunedì 25 aprile 2011

Malattie cardiache del cane

Malattie cardiache del cane
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Come l'uomo, anche il cane può soffrire di cuore, e per un animale abituato a correre e saltare certamente ne deve risentire molto,e fortunatamente oggi le malattie cardiache possono essere subito diagnosticate ed esistono delle cure che consentono al cane di condurre una vita normale. Dobbiamo essere noi a saper valutare i sintomi di sofferenza manifestati dal cane che generalmente sono:

il non sopportare l'esercizio fisico;

cedimento degli arti posteriori;

affaticamento esagerato;

il respiro diventa sempre più rapido ed a bocca aperta, ed ogni sforzo od emozione può causare uno svenimento;

insonnia;

tosse secca che dura per breve tempo ed associata agli altri sintomi deve essere campanello d'allarme per il proprietario.

Se notiamo questi sintomi è prudente una visita veterinaria, che con cure immediate alleviano la sofferenza dell'animale allungandone la vita e migliorandone la qualità. Quando il cuore è molto danneggiato compaiono altre manifestazioni cliniche evidenti per il proprietario, come il rigonfiamento di uno o più arti, o della regione mammaria, o degli organi genitali.

L'aumento della sete è un altro fattore importante per stabilire una disfunzione cardiaca, dobbiamo stabilire con sicurezza la quantità di liquidi assunti dal cane, e notare se è aumentata o diminuita,per poterlo riferire al veterinario. Però è di difficile interpretazione e va vista assieme agli altri sintomi.

Soffio cardiaco

È difficile per il proprietario diagnosticare questa malattia, ma spesso i primi sintomi vengono rilevati da controlli veterinari, ecco perché visite periodiche dal veterinario devono essere programmate e non attendere che il cane stia male per correre dal veterinario. Questa malattia può manifestarsi sia nei cani giovani che adulti, e solo un'ecografia può stabilire la gravità della situazione.

Ascite

L'ascite si riferisce ad una raccolta di fluido all'interno della cavità peritoneale (addome) ed è un sintomo secondario di una malattia conseguente a cause primarie.
Il liquido presente in addome può essere:

1) trasudato causato da una ipoproteinemia (malattie epatiche croniche, malattie glomerulari, malassorbimento e perdite di proteine dall'intestino, linfangectasia, malnutrizione), da neoplasie (frequentemente linfomi), ostruzione del drenaggio linfatico ed ipertensione portale pre- o epatica.

2) trasudato modificato causato da neoplasia addominale ostreuente i vasi linfatici e sanguigni, da miocardiopatia dilatativa o da un'ipertensione portale post-epatiche (occasionalmente anche la pre- e la epatica).

3) Essudato che può essere emorragico (coagulopatie, emangiosarcoma, feocromocitoma, tumori dei vasi, trombosi, torsioni gastriche e spleniche, traumatico), purulento (proliferazione batterica o micotica, perforazione intestinale, penetrazione di un corpo estraneo, rottura di un ascesso o di una piometra) o sieroematico (carcinomi, linfosarcomi o sarcomi addominali, peritonite causata da un versamento di bile, urine o enzimi pancreatici, epatopatie croniche, ernia diaframmatica, FIP, ascite parassitaria o steatosi).

4) fluido lattiginoso che può essere chilo (ostruzione dei vasi linfatici causata da neoplasie addominali, difetti di sviluppo dei vasi linfatici, cirrosi epatica, malattie infettive, ostruzione intestinale, linfangite, pancreatite, secondaria a cardiomiopatie o traumatica) o pseudochilo (accumulazione cronica di fluido, infezioni croniche o neoplasia).

I sintomi sono, spesso, quelli della malattia primaria. Possono anche manifestarsi problemi respiratori, debolezza, stanchezza, addome disteso ed a volte edema di uno o di entrambi gli arti pelvici (zampe posteriori).

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eb

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